Considerazioni: giovani, educazione e società - A 50 anni da «Avere o essere» di Erich Fromm (SAGGISTICA/SOCIETÀ)~ di Riccardino Massa - TeclaXXI

 SAGGISTICA/SOCIETÀ

Riccardino Massa

Considerazioni : giovani, educazione e società - A 50 anni da Avere o essere? di Erich Fromm



Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione da parte di Erich Fromm1 del suo saggio psicoanalitico intitolato Avere o Essere?. In premessa è lo stesso autore a ricordare come il titolo sia identico di altri due libri e precisamente: Être et avoir: Journal métaphysique di Gabriel Marcel e Haben und Sein di Balthazar Staehelin2.

        Richiamandoci alla cruda realtà dei giorni nostri, da qualche tempo assistiamo terrorizzati al manifestarsi di una violenza particolarmente efferata che ci impone una riflessione proprio partendo da questo saggio.   Parrebbe che tale violenza sia da intendere come recente, e non abbia mai avuto dimostrazioni concrete nel passato. Ciò è privo di senso. Dobbiamo invece preoccuparci su un fenomeno molto recente, cioè quello delle Baby Gang che imperversano nelle periferie delle nostre città. Questa manifestazione di violenza è recente in Italia, mentre è più antica negli Stati Uniti, anche se in quei casi ha assunto in passato connotazioni razziali o almeno etniche.

        Tra i pedagoghi ci si domanda se le analisi del fenomeno si debbano limitare a un piano sociologico, oppure dovrebbe investire anche quello psicologico.  I pedagoghi sostengono che il fenomeno riguarda gli aspetti relativi alle metodologie di apprendimento valoriale, mentre i politici ritengono che riguardi le scelte regolamentari e comportamentali, mentre i sociologi ritengono che le responsabilità dei malesseri che stanno in seno alla famiglia, alla scuola, oppure negli ambienti ludici frequentati dai giovani. Non vi è solo un motivo che scatena la violenza, ma sicuramente una delle responsabilità è da attribuire alla limitata crescita empatica tra i giovani, motivata dalla scarsa capacità di socializzare. Tra le tante cause individuate di questa scarsa empatia è certamente lo smodato utilizzo dei social, per le troppe ore che i ragazzi passano a coltivare questa forma di solitudine cibernetica. Un malessere profondo non solo nel rapporto che un individuo ha con gli altri, ma anche con sé stesso.

        Tornando al testo di Fromm, secondo l’autore questo malessere è determinato dall’ edonismo della società contemporanea:

Dal momento che la società nella quale viviamo è dedita all’acquisizione di proprietà e al guadagno, di rado ci capita di trovarvi manifestazioni della modalità esistenziale dell’essere, e la maggior parte di noi considera la modalità dell’avere come la più naturale, anzi l’unico stile di vita accettabile…3 

Eppure, nella Bibbia ebraica si afferma: Chi domina sé stesso vale più di chi conquista una città4.

E Platone ci dice: La vittoria che uno riporta su sé stesso è la prima e più nobile vittoria5.

        Ne va da sé che la conquista di una libertà interiore dia la possibilità al ragazzo di superare quelle pulsioni che sfociano nella violenza. Diventa importante la relazione con gli altri per vincere su sé stessi e acquisire la vera libertà che consiste nel contenere le pulsioni giovanili.

Nemica di tale virtù è la solitudine. La solitudine interiore a cui i ragazzi sono lasciati.

Sigmund Freud durante una celebre lezione all’Università di Vienna nel 1917 ebbe modo di dire:

[...] l’uomo è stato scalzato dall’illusione di trovarsi al centro del cosmo a opera di Copernico, poi aveva perso la posizione di privilegio rispetto al resto dei viventi a causa di Darwin, infine con la psicanalisi era stato reso consapevole di non essere neppure padrone della sua mente6.

  A questa considerazione si aggiungono altri due elementi. Il primo è il crollo dell’autorevolezza delle ideologie politiche che hanno caratterizzato il Novecento per quanto riguarda la formazione etica delle giovani generazioni, nel contesto di una partecipazione di massa alla vita politica. Il secondo, è il cedimento dell’autorevolezza della religione come metodologia pedagogica, in quanto basata su di una simbologia arcaica che non è più al passo dei tempi secolarizzati. Fenomeno che caratterizza non solo l’Occidente, ma tutte le società dove esiste un capitalismo maturo.

        Basandoci sulla concezione filosofica di Aristippo di Cirene e di Epicuro possiamo quindi affermare che, alle generazioni adolescenziali, resta solo la possibilità di aggrapparsi all’edonismo. La società moderna spinge il giovane essere umano nella condizione di ritenersi onnipotente dall’evoluzione tecnologica ed onnisciente dal progresso scientifico pensando di essere diventati padroni del proprio futuro. Diventare cioè dei superuomini capaci di creare un illusorio mondo “secondo”, servendosi del mondo naturale soltanto come di una serie di elementi costruttivi per edificarne uno nuovo. In questo quadro di vita illusoria nasce la necessità di mantenere un difficile equilibrio da conquistare in un ragazzo. Cioè mediare tra l’egoismo e l’altruismo.

        Ora, se il fine della vita è solo quello di garantirsi il massimo piacere inteso come facile soddisfazione di ogni desiderio o bisogno soggettivo, allora l’avidità diventa la caratteristica valoriale da perseguire. Avremo quindi ragazzi disposti ad infrangere qualsiasi regola etica pur di garantirsi quella fetta di piacere. Lo stupro di una ragazza non è altro che la volontà di procurarsi un piacere materiale senza nessun tipo di condizionamento morale e soprattutto ignari di che cosa voglia dire amare. Picchiare per strada un diverso (extra comunitario, un portatore d’handicap o più semplicemente un compagno di classe che dimostra una certa debolezza caratteriale) è la condizione per poter sfogare una pulsione energetica repressa in quanto non è mai stata indirizzata verso una capacità creativa.

        Nel XVIII secolo sono nate teorie filosofiche anti-edonistiche7, ma sembra che queste non abbiano più il consenso da parte di frange della cosiddetta generazione “Z”8, soprattutto nelle periferie degradate delle città.  

Se il piacere senza restrizioni è l’antitesi dell’ideale del lavoro disciplinato, si fa strada la necessità di riconsiderare gli aspetti formativi delle nuove generazioni. Ma per fare ciò è necessario ribaltare il concetto del tempo scuola, ormai troppo limitato al solo adempimento di programmi scolastici.

        Se gli istituti scolastici restassero aperti per l’intera giornata ed all’interno nascessero attività formative anche extra curricolari probabilmente offriremmo alle nuove generazioni la possibilità di una crescita e di una formazione che altrimenti questi non avranno mai la possibilità di ricevere, soprattutto nelle periferie degradate delle città.

        Ciò implica naturalmente una diversa consapevolezza da parte della politica sui sistemi educativi che necessitano di grandi investimenti. Investimenti che immediatamente non daranno una resa economica, sicuramente non permetteranno al PIL di crescere nell’immediato, ma sono assolutamente da considerare degli investimenti sul futuro.

La meta utopistica appare oggi più realistica che non il realismo dei leader politici. La realizzazione della nuova società e dell’uomo nuovo è possibile solo a patto che le vecchie motivazioni di profitto e del potere siano sostituite da nuove: essere, partecipare, comprendere; a patto che il carattere mercantilistico sia sostituito dal carattere produttivo…9

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1 Erich Fromm (Francoforte sul Meno, 23 marzo 1900 – Muralto, 18 marzo 1980) psicologo, psicoanalista e filosofo tedesco.

2 In italiano: Psicoanalisi della società contemporanea, Edizioni di Comunità, Milano 1964 e La Rivoluzione della speranza Etas/Kompass, Milano 1969. Essere o Avere. Diario metafisico, Edizioni Abete, Roma 1966.

3 Avere o Essere? di Erich Fromm, Traduzione di Francesco Saba Sardi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1977, p. 48.

4 Bibbia, Proverbi,16,32.

5 Giovanni Reale (a cura di), Platone, tutti gli scritti, Rusconi, Milano 1994.

6 Sigmund Freud, Introduzione alla psicanalisi (1915-19179, in Opere, a cura di Cesare Luigi Musatti, Boringhieri, Torino 1976, vol. VIII, p. 663).

7 Kant, Marx, Thoreau, Schweitzer.

8 Generazione Z (Zoomers), persone nate tra il 1997 e il 2012. La successiva generazione dal 2010 in poi è chiamata Alpha.

9 Avere o Essere?, cit., p. 261.

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RICCARDINO MASSA

BIONOTA

Riccardino Massa (1956) è nato nel “Canavese” (Piemonte centrale). Dal 1986 al 2020 ha svolto la professione di Direttore di scena al Teatro Regio di Torino. Ha ripreso la regia di Roberto Andò de Il flauto magico di Mozart nei Teatri lirici di Cagliari, Palermo e Siviglia, nonché la regia di Lorenzo Mariani de Un Ballo in Maschera di Verdi e quella di Jean Luis Grinda della Tosca di Puccini, entrambi al teatro Bunka Kaikan di Ueno in Giappone. Ha poi realizzato la messa in scena de L’Orfeo per il festival Casella e recentemente la ripresa della regia di Gregoretti del Don Pasquale di Donizetti al Regio di Torino.

Commenti

  1. L'articolo offre l'opportunità di riflettere sulle inquietanti forme di violenza e intolleranza che leggiamo tutti i giorni sui giornali. Il libro di Fromm che quando usci' ebbe un grande successo di pubblico si dimostra ancora oggi di grande attualità.
    Tiziana Bucchini

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