L'italiano nel paesaggio linguistico di Puerto Rico: una nota su visibilità e immaginario globale (LINGUISTICA) ~ di Michael Lettieri - TeclaXXI

  LINGUISTICA

 

Michael Lettieri

 

L’italiano nel paesaggio linguistico di Puerto Rico:

una nota su visibilità e immaginario globale

 


Gucci Boutique, Old San Juan, Puerto Rico

 

 

1. Introduzione

Il paesaggio linguistico (Linguistic Landscape), concetto di Landry e Bourhis, descrive la visibilità delle lingue nello spazio pubblico e commerciale di un territorio. I primi studi distinsero tra valenza informativa e valenza simbolica della segnaletica, che riflette gerarchie sociopolitiche, negoziazioni identitarie e capitale culturale. Tale dimensione richiama potere, identità e prestigio, e ricerche successive hanno evidenziato come la globalizzazione abbia rafforzato la mercificazione delle lingue, con valore economico oltre la loro funzione comunicativa (Heller). Tra i principali contributi in italiano si segnala l’opera collettanea Bellinzona, Facciani e Bagna (2025), la cui introduzione offre un’ampia ricognizione della letteratura più rilevante nel campo.

In questo quadro si colloca la presente nota, che propone una breve analisi del caso di Puerto Rico e si inscrive al contempo in una riflessione più ampia sul ruolo simbolico dell’italiano nei paesaggi linguistici globali. Puerto Rico rappresenta un contesto bilingue in cui lo spagnolo funge da vernacolo dominante, mentre l’inglese, lingua co-ufficiale, gode di una forte legittimazione istituzionale. Accanto a queste due lingue, nello spazio pubblico emergono occasionalmente anche altre presenze linguistiche; tra queste spicca l’italiano, la cui diffusione, seppur limitata, consente di illuminare alcune dinamiche simboliche del paesaggio linguistico locale.


2. L’italiano nel paesaggio linguistico di Puerto Rico

Nel paesaggio linguistico portoricano, l’italiano non riveste un ruolo demografico significativo, ma funziona piuttosto come una forma di capitale simbolico (Bourdieu), mobilitata per indicizzare la carica semiotica globale dell’italianità, associata principalmente a idee di tradizione, raffinatezza e cosmopolitismo, più che a scopi di comunicazione quotidiana. I paesaggi linguistici urbani riflettono configurazioni stratificate (Blommaert), in cui l’italiano compare soprattutto in spazi selettivi orientati al mercato, anziché in domini sociali e culturali più estesi, con presenze solo occasionali anche in altri ambiti.

La visibilità più evidente dell’italiano nello spazio pubblico di Puerto Rico si riscontra nel settore della ristorazione, in particolare nell’area metropolitana di San Juan. Tra i numerosi esercizi presenti si possono citare, a titolo esemplificativo, Bacaro, Bocca Osteria Romana, La Cucina di Ivo, La Lanterna - Ristorante Franco Seccarelli, Tavola - Trattoria Local, Tigella Italian Grill, Azzurra Gelateria - Café - Wine Bar e Anita - La Mamma del Gelato.

Termini come cucina, osteria, ristorante, trattoria compaiono nella segnaletica senza traduzione, configurando l’italiano come risorsa semiotica ad alto valore indexicale, legata ad autenticità e pregio. Analogamente, categorie di menu quali antipasti, primi, secondi, dolci restano in italiano anche quando le descrizioni sono in un’altra lingua, contribuendo alla commodification dell’italianità in un repertorio multilingue stratificato. In tale assetto, i nomi dei piatti operano come marcatori simbolici di tipicità, mentre le descrizioni svolgono un ruolo informativo: nel corpus analizzato, esse sono redatte per lo più in inglese, solo marginalmente affiancato dallo spagnolo, indicando un orientamento verso una clientela turistica globale e locale bilingue. Si riscontrano inoltre forme di variabilità e occasionali non conformità normative, riconducibili a un uso dell’italiano a prevalente funzione evocativa.

In alcuni casi, l’italianità viene indicizzata attraverso indicatori semiotici visivi: l’immagine di un prodotto iconico della tradizione gastronomica italiana, come i cannoli, accompagnata da un descrittore generico in spagnolo o inglese (ad es. postres / desserts), può bastare a evocare l’immaginario italiano nel paesaggio linguistico. Altri elementi visivi, come tipografia e colori (verde, bianco e rosso), comunicano simbolicamente l’italianità oltre le barriere linguistiche.

L’italiano coesiste quindi con spagnolo e inglese all’interno dello stesso menu, riflettendo l’ecologia sociolinguistica di Puerto Rico: lo spagnolo domina l’interazione quotidiana, l’inglese segnala potere istituzionale ed economico, mentre l’italiano occupa una posizione terziaria e opera essenzialmente come segno, riferito a tradizione, artigianalità e autorevolezza culinaria. Questa dinamica riflette le gerarchie di mobilità e valore osservate da Blommaert nei paesaggi linguistici contemporanei e, in linea con la nozione di ordine indicale proposta da Silverstein, mostra come tali scelte lessicali agiscano da marcatori di legittimità, allineando simbolicamente il locale con l’Italia quale autorità gastronomica riconosciuta.

Anche nei supermercati si trovano prodotti tipici italiani  ̶  pasta, vini, formaggi, oli, acque minerali, salumi, dolciumi e pomodori (ad es. San Marzano)  ̶  che, insieme all’uso dell’italiano nei marchi, contribuiscono a veicolare un’aura di raffinatezza, autenticità e del tipico stile “italiano”.

Tra questi figurano Enzo in Esclusiva Italia Ltd. e La Dolce Vita, insieme a marchi internazionali (Gucci, Armani Exchange) e a negozi con nomi evocativi dell’italianità (Roma) o del design e dello stile di vita (Abitare). Spesso situati in grandi centri commerciali, in particolare nella Plaza Las Américas, tali esercizi propongono prodotti “Made in Italy” ̶ dalla moda all’arredamento e agli articoli per la casa (ad es. Bialetti) ̶  come beni di fascia alta associati a qualità, eleganza ed esclusività; in questa logica si inserisce anche la boutique Massimo Dutti che, pur essendo un marchio spagnolo, adotta un nome dal suono italiano per evocare tali valori.

Oltre ai contesti tradizionali, l’italiano appare nei nomi di alberghi e condomini, diventando un elemento significativo del linguistic landscape. I condomini Acquamarina e Da Vinci a Condado richiamano il lessico e la cultura italiana senza avere legami storici con l’Italia, evidenziando come la lingua assuma una funzione semiotica di distinzione culturale e attrattiva commerciale. Allo stesso modo, l’Hotel Milano nell’Old San Juan unisce fascino europeo e cultura locale: il nome suggerisce eleganza e stile boutique, mostrando come l’italiano venga mobilitato più come risorsa simbolica nel branding turistico che come espressione di una comunità italofona.

Nel mercato automobilistico e dell’alta gamma, marchi come Ferrari, Maserati e Lamborghini (lusso), insieme a Ducati, Alfa Romeo e Fiat 500 (premium e iconici), rafforzano l’associazione tra l’Italia, il design, le prestazioni e il prestigio, funzionando come simboli globali di eccellenza e status anche nel contesto delle concessionarie statunitensi. Tali marchi non rappresentano soltanto prodotti, ma si configurano come elementi semiotici che veicolano l’idea di italianità quale tratto culturale distintivo nel consumo e nell’immaginario globale.

In questi contesti, l’italiano partecipa a ciò che gli studiosi del paesaggio linguistico definiscono “multilinguismo d’élite”: lingue esposte non perché siano parlate localmente, ma perché attivano capitale simbolico ed economico (Heller). Complessivamente, questi esempi rivelano come l’italiano a Puerto Rico sia percepito come veicolo di prestigio e stile, presente soprattutto in contesti commerciali, aspirazionali e simbolici, confermando il suo ruolo come capitale culturale più che come mezzo di comunicazione quotidiana.

 


3. Contesto storico e conclusioni

La migrazione italiana a Puerto Rico nel XIX secolo, pur avendo dato origine a una piccola comunità italo-portoricana, non ha determinato una trasmissione stabile dell’italiano, progressivamente sostituito dallo spagnolo. Tale presenza, oggi numericamente esigua, non incide in modo rilevante sulla configurazione del paesaggio linguistico contemporaneo. La visibilità dell’italiano riflette dunque dinamiche di circolazione simbolica globale più che l’esistenza di una comunità linguistica attiva sul territorio.

Privo di una base demografica e istituzionale, l’italiano assume un valore prevalentemente semiotico nei contesti commerciali e aspirazionali, dove segnala autenticità, lusso e internazionalità. Il caso di Puerto Rico conferma come alcune lingue possano acquisire legittimazione sociale indipendentemente dalla funzione comunicativa, operando come forma di capitale simbolico (Bourdieu) nel multilinguismo d’élite contemporaneo.

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Riferimenti bibliografici

Bellinzona M., C. Facciani e C. Bagna (a c.). «Lingue che fanno spazio: il linguistic landscape tra ricerca, territori e società». Italiano Lingua Due 2 (2025).

Blommaert J. Ethnography, Superdiversity and Linguistic Landscapes. Chronicles of Complexity. Multilingual Matters, 2013.

Bourdieu P. Language and Symbolic Power. J. B. Thompson (a c.), G. Raymond & M. Adamson (trad.). Harvard UP, 1991.

Heller M. «The Commodification of Language». Annual Review of Anthropology 39.1 (2010), 101-114.

Landry R. e R. Y. Bourhis. «Linguistic Landscape and Ethnolinguistic Vitality: An Empirical Study». Journal of Language and Social Psychology 16.1 (1997), 23-49.

Silverstein M. «Indexical Order and the Dialectics of Sociolinguistic Life». Language & Communication, 23.3-4 (2003), 193-229.

 

 

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“Azzurra Gelateria - Café - Wine Bar”, Old San Juan, Puerto Rico

  

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“Anita - La Mamma del Gelato”, Old San Juan, Puerto Rico


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Menu, Bocca Osteria Romana, San Juan, Puerto Rico

 

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 “Hotel Milano”, Old San Juan, Puerto Rico

 

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“Roma”, Plaza Las Américas, San Juan, Puerto Rico


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“Giraffe in Love” del marchio di design italiano Qeeboo, Concept Store “La Dolce Vita”, Condado, San Juan, Puerto Rico

 

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Vespa, Condado, San Juan, Puerto Rico

 

 MICHAEL LETTIERI


 

BIONOTA Michael Lettieri is Professor Emeritus in the Department of Language Studies at the University of Toronto Mississauga, where he held several key academic roles. Founder of the department, he also directed the Italian School at Middlebury College and the journal Italica. His work spans textual criticism, early modern drama, and second-language acquisition. He has received notable academic honors and contributes to international scholarly committees.

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