Il Teatro Greco di Siracusa - Parte I (TEATRO) ~ di Maria Teresa Ciammaruconi - TeclaXXI
TEATRO
Maria
Teresa Ciammaruconi
Il
Teatro Greco di Siracusa – Parte Prima: cenni storici
Il Teatro Greco di Siracusa, scavato
alle pendici del colle Temenite, non si erge al dominio della città e forse non
giganteggiava neanche a Neapolis quando fu costruito nel V secolo avanti Cristo.
Era il tempo di Pindaro e di Eschilo.
Nel III secolo fu poi l’ambizione di
Gerone II a volerlo ingrandire fino alla capienza di 150.000 spettatori
distribuiti lungo 67 ordini di gradini.
La cavea si allargò nella roccia che
ancora oggi lo contiene, e lo spalanca solo a chi ha la volontà di trovarlo.
Il Tetro di Siracusa non è fatto per
dominare, ma per ospitare.
Anche se nel corso dei secoli ha perso
la parte più alta della cavea che ne incrementava notevolmente la capienza,
anche se l’edificio scenico è andato totalmente perduto, anche se nella seconda
metà del Cinquecento le gradinate furono deturpate dall’istallazione dei mulini
ad acqua (riattivato per l’occasione un antico acquedotto), anche se...
nonostante tutto il Teatro Greco di Siracusa continua ad aprirsi ogni anno all’accoglienza
di migliaia di spettatori.
O meglio ancora: continua a proporsi
come spazio privilegiato a chi voglia ancora partecipare al rito. Attraverso la
parola tramandata nel fluire ingovernabile delle lingue, i gesti, i corpi in
azione, il senso di quegli antichi testi continua a scorrere e a rinnovarsi. Da
un passato che resta nebuloso alla nostra capacità di visione, il mistero che
vive nelle parole ci raggiunge, e ancora ci commuove, con-muove, quindi ci
muove insieme.
Non si spiegano altrimenti i cinquemila
spettatori che ogni sera, dall’8 maggio all’28 giugno di quest’anno, hanno
affollato gli spalti del teatro. È così dal 1914, da quando quella
straordinaria organizzazione che è l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma
Antico) convoglia le migliori energie che si sviluppano nel mondo dello
spettacolo verso la lettura e la rappresentazione dei classici greci.
Tra i molti coinvolti nell’ideazione e
nell’organizzazione dell’INDA il professor Luciano Canfora, l’eccellente
filologo e storico grecista, ha in più occasioni sottolineato il valore civile
della tragedia e della commedia antiche. Lo spazio pubblico messo a
disposizione rende cogente il valore politico dell’incontro, perché è spazio
che appartiene alla polis.
A maggior ragione quando il collante non
è solo un fatto tratto dagli eventi pubblici o dalla tradizione narrativa
quanto la riflessione di chi, attraverso l’arte, coglie e svela il valore
universale dell’accaduto.
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È stata docente di lettere nei licei. Al suo attivo diverse sillogi di poesia a partire dal 1994. Tra gli ultimi titoli Esercizi di Stile, 24 sonetti per Progetto Cultura 2025 e Cuoramore (ed. Fusibilia 2026).
Con A Est dell’Equatore ha pubblicato il romanzo Nel segreto dei nomi nel 2023 e con Croce edizioni Il dono nel 2025
Partecipa alla redazione della rivista Dromo per la quale, insieme a Stefano Tranquilli, scrive articoli sul cinema. Collabora come volontaria con la scuola Penny Wirton per l’insegnamento di italiano agli stranieri. In merito a questo tema, sempre con Croce edizioni, ha pubblicato la silloge di poesia Lezioni di Italiano nel 2025.


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