La Corsa dei Ceri - Il 15 maggio di ogni anno non è mai uguale all'anno precedente (EVENTI/FOLKLORE) ~ di Jacqueline Spaccini - TeclaXXI

 EVENTI/FOLKORE


La Corsa dei Ceri - Il 15 maggio di ogni anno

non è mai uguale all'anno precedente


di Jacqueline Spaccini

      I Ceri a Villerupt (Francia, anni '50) - In piedi, il ragazzo con la camicia bianca è mio padre.


 'ntender no la può chi no la prova



Chi scrive è abituata a usare le parole per comunicare sensazioni ed empatizzare con il lettore. Però resta difficile trasmettere le  emozioni quando ciò riguarda una tradizione popolare che scorre nelle vene da generazioni della propria famiglia.

Sto parlando della Corsa dei Ceri. La sua storia risale al 1160, anno della morte del Santo Patrono di Gubbio, S. Ubaldo. 

Se avete voglia di leggerla, la trovate qui.

                                          15 maggio 2019 con figlio e nipote

Quel che a me interessa non è raccontarvi come si svolge la giornata del 15 maggio di ogni anno. Meglio di me saprà fare il video di Giampaolo Pauselli* che aggiungo qui di seguito: 


                                                      Giampaolo Pauselli © 2016

Parlo di commozione, di batticuore. Il paradosso è che non occorre per davvero essere credenti per vivere questa festa come una grande emozione. Certo, pazzi bisogna esserlo. 

Come esempio di coinvolgimento puro, citerò il momento esatto in cui i campanari mettono "piede" al Campanone del Palazzo dei Priori e lo fanno suonare. 


                                                   video dei suonatori di campane

E poi c'è lo step finale.

I Ceri quando arrivano ai piedi della scalinata della basilica di S. Ubaldo sul monte Ingino, si piegano in avanti [c'è l'abbassata] per attraversare la porta. Entrano uno alla volta nel chiostro della chiesa. Entra il cero di S. Ubaldo e chiude il portone dietro di sé, lasciando fuori il Cero azzurro. Poi entra il cero di S. Giorgio seguito da quello di S. Antonio e si chiude il portone. 

La tradizione non vuole che entrino tutti assieme. Chiudere il portone sancisce il culmine del rito.  

Tutto così uguale? No, ogni anno, ogni corsa fa storia a sé.

Un evento eccezionale può stravolgere la tradizione, come quando, nel 2014,  i ceraioli di S. Giorgio  «si attaccano» al cero di S. Ubaldo, lo coprono anzi; il tentativo è quello di  entrare insieme e impedire la chiusura del portone della Basilica. Personalmente, non ho memoria di quante volte S. Giorgio sia entrato insieme a S. Ubaldo.

In quel caso, solo il pronto e risoluto intervento del Capodieci santubaldaro Massimiliano Tosti salva la situazione (lo dico da santubaldara tradizionalista): riesce a sollevare la parte appoggiata come una ventosa sul cero orizzontale del suo santo e incita i ceraioli attoniti a unirsi e mettersi tra il loro Cero e i sangiorgiari infervorati. Ci riusciranno. Ancora una volta, S. Ubaldo entra da solo e chiude il portone dietro di sé. 

Lo vedete nell'incredibile video di Giampaolo Pauselli (2014) qui di seguito:



                                                         Giampaolo Pauselli © 2014


Per chi volesse seguire la diretta via internet, da questa mattina 15 maggio, è possibile su TrgMedia Gubbio (cliccare su: diretta tv) o sull'app Arancia live (sul cell).

Buona Festa!


*Giampaolo Pauselli è un eugubino che di mestiere fa il «disegnatore cad e il documentatore video fotografico in Colacem, una industria di cemento con sedi in Italia e all'estero» [...], animato «dalla voglia di comunicare le forti sensazioni che [si porta] dentro». Cfr. https://droneawards.photo/profile/55390/giampaolo-pauselli  

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JACQUELINE SPACCINI



 BIONOTA
Di natura poliedrica, Jacqueline Spaccini è nata in Francia, ma da alcuni anni è tornata a vivere in Italia. Si occupa di contaminazione tra il linguaggio letterario e artistico; scrive poesia multilingue. È traduttrice e autrice di saggi e novelle. Scrive pièces, ha diretto atelier di recitazione; è stata regista e attrice teatrale. Dal 2009 fa parte della Compagnia delle Poete, fondata da Mia Lecomte.

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