Ritorno alla Luna - Programma Artemis- I parte (ASTRONAUTICA) ~ di Liliana Ravagnolo - TeclaXXI
ASTRONAUTICA
Liliana
Ravagnolo
Ritorno
alla Luna – Programma Artemis
Parte I
Alzi la mano chi non ha seguito, fosse
pure per poco, la missione Artermis II che si è svolta dal 1 al 10 aprile 2026…
Credo che tutti noi siamo stati incollati ai teleschermi per non parlare dei
blog, dei post su Facebook e delle dirette della NASA, per seguire questa
missione del tutto speciale... La missione che ha riportato l’uomo (e una
donna, Christina Koch) in rotta verso la Luna dopo 54 anni dall’ultima missione
Apollo.
Nel 1969 avevo 9 anni: ricordo quindi
benissimo l’allunaggio di Armstrong e Aldrin, ricordo come si muovessero
saltellando in quel panorama buio e grigio, ricordo la bandiera americana che
hanno posato sul suolo lunare… ricordo anche l’ammaraggio, la capsula che
cadeva nell’oceano, gli uomini rana che si gettavano per recuperare gli
astronauti e quella sensazione di attesa (e di timore) finché non li vedevi
emergere sani e salvi dalla capsula.
Col tempo le missioni Apollo hanno perso
il loro fascino, almeno presso il grande pubblico… credo che Apollo XVII,
l’ultima missione, che volò dal 7 all’11 dicembre 1972, sia passata piuttosto
in sordina… e anche l’annuncio della NASA che non ci sarebbero più state
missioni verso la Luna venne “digerito” senza traumi dal grande pubblico… in
fondo ci erano riusciti e qualcuno cominciava a lamentarsi di tutti quei soldi
spesi “inutilmente” per andare sulla Luna.
La Luna venne quindi lasciata in pace
per decenni, mentre l’interesse di tutti si spostava sulla Stazione Spaziale
Internazionale. Finché la NASA nel 2017 annunciò il programma Artemis, che
prevedeva il ritorno dell’uomo sulla Luna. Anzi, all’inizio lo slogan era
“portare il primo uomo di colore e la prima donna sulla Luna” … eh già perché
tutti gli equipaggi Apollo erano ovviamente composti da astronauti maschi, di
donne nemmeno l’ombra. Ora, durante l’amministrazione Trump, questo slogan si è
un po' ammorbidito, per esempio è scomparsa la menzione specifica al “primo
uomo di colore” e si parla solo più del “prossimo uomo”, ma lo scopo è sempre
lo stesso, ritornare sulla Luna, ma questa volta per restarci, per costruire
delle basi, per farne un momento di verifica tecnologica prima di lanciarci
nella conquista di Marte.
Su Wikipedia troviamo questa definizione
del programma: Il programma Artemis (nome derivante da Artemide, dea della
caccia e della luna, gemella di Apollo) è un programma di esplorazione spaziale
automatizzato e con equipaggio, portato avanti dalla NASA, da aziende di voli
spaziali commerciali statunitensi, e da partner internazionali come l'ESA, la
JAXA e la Canadian Space Agency (CSA), con l'obiettivo di sbarcare "la
prima donna e il prossimo uomo" sulla Luna, in particolare nella regione
del polo sud lunare entro il 2028. La NASA vede Artemis come un passo verso
l'obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza autosufficiente sulla
Luna, gettare le basi per permettere a società private di costruire un'economia
lunare e, infine, mandare gli umani su Marte.
Il
programma Artemis era originariamente realizzato in tre fasi:
· Artemis
1, un volo senza pilota per testare il sistema di lancio e la navicella Orion;
· Artemis
2, il primo volo con equipaggio a bordo della navicella Orion, destinato non ad
allunare ma a restare in orbita lunare;
· Artemis
3, per permettere finalmente agli astronauti di allunare.
Recentemente, dopo la missione Artemis
II, il programma è stato aggiornato dalla NASA aggiungendo una fase intermedia
prima dell’allunaggio:
· Artemis
III (2027): Test integrati dei sistemi in orbita terrestre bassa con i partner
commerciali Space X e Blue Origin.
· Artemis
IV (2028): Il primo allunaggio con equipaggio sulla superficie lunare dal 1972.
· Dopo
il 2028: Missioni annuali sulla superficie lunare per costruire il Lunar
Gateway e gli habitat permanenti.
Ma come ci andranno gli astronauti sulla
Luna?
Il lanciatore, lo Space Launch System
(SLS) è un sistema di lancio orbitale pesante non riutilizzabile derivato dallo
Space Shuttle e progettato dalla NASA. Si tratta del sistema di lancio
principale della NASA per i programmi futuri di esplorazione spaziale, nello
specifico i voli lunari con equipaggio del programma Artemis e gli eventuali
voli seguenti con equipaggio verso Marte. Tecnologia non modernissima, molte
parti sono di derivazione Shuttle, ha avuto qualche problemino nei voli
effettuati finora, anche se alla fin fine si è rivelato affidabile.
Gli
astronauti sono alloggiati all’interno della capsula Orion, formato da due
componenti:
· un
modulo per l’equipaggio prodotto da Lockheed Martin
· un
modulo di servizio europeo prodotto da Airbus Defence and Space
Orion
può ospitare un equipaggio di sei persone fino a 21 giorni se sganciato e
funzionante in modo autonomo, fino a sei mesi se attraccato.
La
prima missione (senza equipaggio a bordo), Artemis I, si è svolta con successo
dal 16 novembre all’11 dicembre 2022. All’interno della capsula Orion erano
contenuti dei manichini provvisti di sensori che analizzavano sbalzi di
temperatura, di pressione, radiazioni, vibrazioni, insomma tutto ciò che poteva
avere degli impatti sull’essere umano. Al rientro a terra tutti i dati forniti
dai sensori sono stati analizzati e modifiche importanti sono state approntate
per garantire il benessere degli astronauti durante il volo fino
all’ammaraggio.
Artemis II è stata la seconda missione
del programma Artemis e la prima missione con equipaggio del veicolo spaziale
Orion. Il lancio è stato effettuato con successo il 1Aprile 2026. La navicella
spaziale Orion ha eseguito un sorvolo lunare il 6 aprile 2026 ed è rientrata sulla
Terra 10 aprile. La missione ha superato il record della maggior distanza mai
raggiunta da una navetta spaziale con equipaggio umano dalla Terra, superando
quello stabilito dall'Apollo 13 nel 1970, arrivando a una distanza dalla Terra
di 406.771 km.
L’equipaggio
prescelto era formato da tre astronauti americani e un canadese. Al comando
l’astronauta statunitense Reid Wiseman, affiancato dai connazionali Victor
Glover e Christina Koch, oltre al canadese Jeremy Hansen.
Vediamo
di conoscerli un po' più da vicino.
Reid Wiseman è un ex ufficiale della
United States Navy ed ex pilota collaudatore. Entrato alla NASA nel 2009, ha
partecipato nel 2014 alla missione di lunga durata a bordo della Stazione
spaziale internazionale (ISS), durante la quale ha svolto due attività
extraveicolari (EVA). Ha inoltre ricoperto incarichi di leadership come capo
dell'Ufficio astronauti della NASA, prima di essere assegnato ad Artemis 2.
Durante la missione ci ha fatto vivere un momento di grandissima commozione
quando ha chiesto di intitolare un cratere lunare alla moglie Carroll,
recentemente scomparsa dopo una lunga malattia.
Victor Glover, anch'egli ufficiale e
pilota collaudatore della United States Navy, possiede una laurea in ingegneria
generale e master in ingegneria dei test di volo e dei sistemi. È stato
selezionato dalla NASA nel 2013 e ha effettuato il suo primo volo spaziale nel
2020 come pilota della missione SpaceX Crew-1, durante la quale ha trascorso
168 giorni in orbita come ingegnere di volo e condotto quattro attività
extraveicolari. In Artemis 2 ha ricoperto il ruolo di pilota, diventando il
primo astronauta afroamericano a partecipare a una missione lunare.
Jeremy Hansen, colonnello e pilota da
caccia della Royal Canadian Air Force. Selezionato come astronauta dalla Agenzia
Spaziale Canadese nel 2009, ha partecipato a numerose esercitazioni e ricerche
geologiche in ambienti estremi. Artemis 2 è stato il suo primo volo nello
spazio e lo ha reso il primo canadese a viaggiare oltre l'orbita terrestre
bassa.
Ci occuperemo più in dettaglio di Christina
Koch, la prima donna a viaggiare oltre l'orbita terrestre bassa, in un prossimo
articolo a lei dedicato.
In questi giorni è stato nominato il
prossimo equipaggio per la missione Artemis III e noi italiani abbiamo avuto la
grandissima soddisfazione di vedere Luca Parmitano assegnato all’equipaggio
come pilota. Come dicevamo prima, questa missione non andrà sulla Luna ma sarà
condotta in orbita terrestre per testare i meccanismi di aggancio con i moduli
che verranno forniti da Space-X e da Blue Origin. È comunque un importante step
nel ritorno alla Luna e noi italiani ne faremo parte integrante.
LILIANA RAVAGNOLO
Dal 1998 ha intrapreso la carriera di istruttore tecnico per gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale
Ha poi ricoperto in ALTEC il ruolo di responsabile delle Operazioni di Missione e del Training ed è stata responsabile della definizione, sviluppo e certificazione del training per gli operatori di terra del Rover Operations Control Center (ROCC) la centrale operativa che da ALTEC seguirà la missione ExoMars 2028.
Si è occupata a lungo di eventi di Education ed Outreach. Dal gennaio 2025 ha smesso l’attività lavorativa e si dedica a diffondere la cultura spaziale presso le scuole e le organizzazioni che richiedono la sua presenza.

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