Gli alieni? No, grazie. La vita è fantasia, non importazione La teoria Antichi Astronauti - parte seconda* (RELIGIONE/UFOLOGIA) ~ di Giulio Cirulli - TeclaXXI
RELIGIONE/UFOLOGIA
Giulio Cirulli
Gli alieni? No,
grazie. La vita è fantasia, non importazione.
La teoria Antichi Astronauti
- Parte Seconda*
Immaginiamo che gli
alieni siano una specie super-evoluta e che siano davvero riusciti a partire dal loro pianeta per arrivare sul
nostro. Perché lo hanno fatto?
Una possibile
risposta è: gli alieni sono venuti sulla terra perché, dopo aver depauperato il
proprio pianeta o dopo aver perso delle funzionalità evolutive – come viene per esempio raccontato in Prometheus di Ridley Scott (2012) – hanno fatto esperimenti genetici sugli australopitechi e
poi creano l’Homo Sapiens.
Nel caso in cui
avessero depauperato il proprio pianeta, allora lo sviluppo dell’attuale razza umana ai fini di ottenere una manovalanza schiavizzata destinata all’estrazione di risorse, sarebbe un vero
paradosso sotto almeno due punti di vista:
1. Questi alieni sono
super evoluti sotto l’aspetto tecnologico, a tal punto da poter effettuare
viaggi interplanetari o perfino intergalattici, ma non sono in grado di
sviluppare dei robot che sicuramente sono più efficienti di noi umani, perché
più semplici da “riparare” (nel nostro caso curare), non dormono, ma soprattutto non interrompono il ciclo produttivo per rigenerare l’attenzione
Immaginate di dover estrarre del litio da una riserva e fare affidamento su degli
esseri che nella migliore delle ipotesi possono sollevare un carico di circa il 150% del proprio peso e con sistemi tecnologici estremamente rudimentali (dei quali comunque
non è restata traccia) Questo sarebbe stato un sistema
inefficiente quanto insensato: se avessero dovuto salvare il proprio pianeta o potenziare le loro
astronavi in tempi rapidi, in questo modo
avrebbero invece dovuto aspettare centinaia di migliaia di anni.
2. Contrariamente a
quanto siamo portati a pensare, l’evoluzione dell’uomo non è avvenuta con dei
salti lineari e nel momento in cui una nuova specie appariva la precedente
spariva. In realtà, dovremmo pensarla più come un graduale procedere simile
all’aspetto di un arbusto in cui i diversi rami si dipanano dal tronco talvolta
sovrastandosi, coprendosi e affastellandosi l’uno sopra l’altro.
L’Homo Erectus è esistito su questa terra per circa 1,5-2 milioni di
anni, andando a sovrapporsi con l’Homo Neanderthalensis e il Sapiens. Tra
l’altro, tramite analisi genetiche sappiamo che Sapiens e Neanderthal si sono
ibridati molteplici volte nel corso della loro esistenza sino all’estinzione
dei Neanderthal circa 40.000 anni fa
Insomma, una volta
ottenuto il “nuovo modello di schiavi” avrebbe reso obsoleto il precedente a
tal punto che degli alieni sanguinari, come sarebbe il dio biblico, li avrebbe
semplicemente tolti di mezzo in pochi anni, al massimo decenni, non nell’arco di
decine, centinaia di migliaia di anni.
Per quanto riguarda la perdita di caratteristiche adattative come, per
esempio il sistema digerente, parlo di ciò perché assistendo a una conferenza
di ufologia a scuola nel 2011 ho sentito parlare della perdita del sistema
digerente di questi alieni.
Possibile che degli
alieni così evoluti non avessero delle tecnologie biomediche e biotecnologiche
tali da poter sviluppare una cura a tale problema senza sobbarcarsi un viaggio
lunghissimo, pericolosissimo e dispendioso per arrivare qui, modificare il genoma
delle grandi scimmie, attendere milioni, ripeto MILIONI, di anni, magari in
ibernazione (e pure qui non oso immaginare le difficoltà tecniche di mantenere
un’ibernazione per milioni di anni) e sperare che quelle modifiche generassero
organi compatibili, sia pure presenti in poche migliaia di individui, per poi iniziare
un lavoro di trapianto coatto? E ovviamente in tutto questo necessitando
probabilmente milioni e milioni di organi si sarebbero poi accontentati di
poche migliaia di organi? Mi si potrebbe dire “Magari ne bastano pochi e poi
tramite bioingegneria farli crescere in vitro.” Allora perché in prima battuta
non farlo nei propri laboratori?
Senza contare che
senza apparato digerente questa specie si sarebbe estinta in quattro e
quattr’otto.
Siamo d’accordo sul fatto che, se approfondiamo i limiti tecnici delle due ipotesi, tutto
l’impianto teorico crolla, ma volendo pure accettare una di queste teorie come
vere, possibile che nei record archeologici non abbiamo mai trovato nessun
reperto tecnologico talmente avanzato da surclassare esponenzialmente le nostre
attuali tecnologie?
Ho affermato ciò,
perché vi sono dei reperti tecnologici che di primo acchito sembrano essere
fuori dal tempo e sono i fantomatici OOPArt (Out Of Place Artifacts), ma che
realisticamente parlando erano totalmente in linea coi tempi, come nel caso del
meccanismo di Anticitera (il primo computer
analogico della storia ritrovato nell’isola greca di Antikytera nel 1901 e che
serviva per prevedere fasi lunari, eclissi, ecc.) o le pile di Baghdad (i vasi di terracotta chiusi rinvenuti nella
capitale irachena nel 1936, al cui interno un
filo di rame arrotolato e una barra di ferro fanno pensare a primitive batterie elettriche),. E non dimentichiamo che molti dei cosiddetti OOPArt si sono rivelati dei falsi come nel caso dei teschi di cristallo (sculture
ottocentesche in quarzo spacciate per manufatti precolombiani).
Ciò detto, volendo
ancora continuare nell’assurdo, cioè accettando che questi reperti fossero opera di retroingegneria su
artefatti alieni e quindi tutto ciò fosse vero e se gli alieni fossero i nostri
creatori, forse avremmo trovato una risposta al quesito “Da dove veniamo?”, ma resterebbe insoluto un altro interrogativo, un vero e proprio
vulnus.
Mi spiego. Se
escludiamo la visione trascendente di un Essere Superiore, creatore
dell’universo, visione che da ex ateo posso accettare, e magari nelle mie
elucubrazioni mistiche ho preso l’abbaglio, quella degli Antichi Astronauti poi
venerati come dei perché superiori tecnologicamente a tal punto da far credere
a delle scimmie un po’ più intelligenti delle altre, che quelli fossero dei
prodigi e dei miracoli impossibili, ciò non risolverebbe la domanda “Da dove
veniamo?”, semplicemente sposterebbe l’orologio della creazione
della vita nell’universo indietro di qualche milione o forse di qualche
miliardo di anni, senza di fatto eliminare la possibilità di un Essere
trascendente. In altri termini, passeremmo da un creazionismo trascendente a uno pseudoscienziato o pseudoscientista.
Sia chiaro: con
questo non dico che in assoluto il Dio Biblico sia la soluzione per la nascita
della vita sulla Terra; semplicemente, in un’ottica materialista, queste teorie spostano solo il focus del problema “vita sulla Terra”, illudendo l’umano allo stesso modo della visione religiosa.
Un’ultimissima
osservazione la vorrei dedicare a questo problema. Avete notato come queste teorie degli Antichi Astronauti abbiano garantito un progresso tecnologico sempre in popolazioni dei Paesi del Sud del mondo? Come nel caso delle piramidi egizie o precolombiane? O ancora per quanto riguarda le linee di Nazca o le pitture rupestri
degli aborigeni australiani? Unica eccezione Stonehenge, ma quelli erano barbari. Senza contare che le prime teorie paleoastronautiche siano state sviluppate per prime da accademici anglofoni, germanici, italiani o sovietici. Come mai i romani e greci che fecero dei veri e propri salti tecnici
rispetto ai loro coevi non siano mai oggetto di queste teorie?
Una delle linee di Nazca (Perù)
Se state pensando al fatto che queste teorie forse hanno più a che fare
con una visione razzista e sciovinista di popolazioni che sono state assoggettate e rese oggetto di persecuzioni
razziali e dominazione coloniali, avete centrato il punto.
La mia opinione è che il voler per forza
cercare una risposta altra alla nostra vita, sia proprio di una visione religiosa, la quale finisce per limitare notevolmente non solo le nostre possibilità conoscitive
attuali, ma anche la nostra capacità immaginifica, dalla preistoria a oggi. Quante volte abbiamo sognato di poter volare senza interventi alieni,
quante volte abbiamo potuto sondare i misteri dello scibile solo grazie
all’astrazione, quante volte persone geniali come Leonardo o simili hanno potuto inventare cose straordinarie partendo dalla loro immaginazione? Credere che avessero un aiuto dalle stelle ci limita molto più di quanto non lo facciano le nostre
ansie e insicurezze.
Per dirla con Franco Battiato: la fantasia dei popoli ch’è giunta sino a noi non viene dalle stelle (Up Patriots to Arms,1980).
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GIULIO CIRULLI
BIONOTA
Romano di Roma, appassionato di scienze, matematica, storia romana, medievale e storia delle religioni. Non prende nulla seriamente se non le cose serie: Carbonara, Scienze e Numeri.
Diplomato all’istituto agrario e laureato in fisioterapia, insomma, braccia riabilitate per l’agricoltura.



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