La dissoluzione dello spazio (SCIENZA) ~ di Alessandro Giuliani - TeclaXXI

 

SCIENZA

 

Alessandro Giuliani

 

La dissoluzione dello spazio


 

                   immagine creata con Canva da un'idea di Jacqueline Spaccini©2025


Diceva Agatha Christie: ‘Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova’. Non molto dissimile è il modo di procedere della scienza sperimentale quando si richiede che esperimenti indipendenti corroborino lo stesso modello esplicativo.

Ecco allora tre indizi (sperimentati di persona) di una grave perdita di riferimenti spaziali (il termine più pregnante sarebbe spaesamento) che sembra pericolosamente in espansione.

 

1.  Primo Indizio: Biodiversità vegetale.

Recentemente ho seguito la parte statistica di uno studio sulla biodiversità vegetale delle regioni italiane: il fatto che la Liguria avesse la massima biodiversità (dovuta alla sua particolare morfologia di montagna in riva al mare con la conseguente formazione di clini vegetazionali che in due-tre chilometri passano dall’agave al castagno) accompagnata da una modesta estensione (è regione piuttosto piccola) si rivelò essere molto disturbante per i revisori della rivista, i quali hanno opposto un netto rifiuto (poi, a seguito di reiterate spiegazioni da parte degli autori, rientrato). Questo episodio, apparentemente irrilevante, è il primo indizio. Vediamo perché.

Uno studio ecologico consiste (il termine Ecologia viene dai due termini greci οἶκος che significa casa e λόγος che indica pensiero/discorso) nella descrizione di un determinato territorio indirizzata a rilevarne le peculiari caratteristiche sistemiche. Le peculiarità del territorio italico sono irriducibilmente diverse da quelle delle grandi pianure statunitensi e non fa meraviglia che, mentre in America del Nord, vista la sostanziale uniformità dello spazio, la biodiversità cresca con l’estensione del territorio preso in considerazione, in Italia sia invece guidata da caratteristiche locali (non a caso, l’Emilia, una delle regioni Italiane più vaste, presenta una biodiversità piuttosto bassa). I revisori della rivista scientifica consideravano questa singolarità frutto di errore o comunque indicante una anomalia, visto che a livello planetario estensioni più grandi ospitano maggiore biodiversità. Ma perché considerare una ‘casa particolare’ e non il mondo intero ripugna? Detto in altri termini, perché l’unico livello interessante di spiegazione deve essere sempre e comunque quello globale? La forza di gravità e l’interazione elettromagnetica sono identiche a Pechino e a Roma, ma le caratteristiche climatiche, storiche e geografiche sicuramente no e pretendere che lo siano annulla alla radice ogni possibilità di analisi ecologica propriamente detta. 

 

2.  Secondo indizio: Discorsi da autobus.

Anche se ascolto con curiosità i discorsi che carpisco sui mezzi pubblici, non mi sognerei mai di intervenire di persona. Unica eccezione, quello che mi è capitato qualche anno fa sul tram che dal mio Istituto mi portava verso casa: due studentesse universitarie di circa venti-venticinque anni parlavano tra di loro e una magnificava all’altra le qualità vacanziere di Tortoreto Lido.

Campeggio pulitissimo, spiaggia larga e bella, mare limpido, ottimo cibo e questa bellissima pista ciclabile lungomare che giunge fino ad Alba Adriatica. Poi conta che è a poco più di due ore di autostrada da Roma’.

Sia io che mia moglie amiamo molto l’Abruzzo (tra l’altro la sua famiglia è di quelle parti) e quindi ero contento di sentirne decantare le lodi, incuriosita da questa bella descrizione, l’altra ragazza chiede ‘Dove si trova Tortoreto Lido?’.

La prima ragazza tentenna ‘Non lo so di preciso, ma credo sia in Toscana’, a questo punto intervengo, l’idea di una studentessa universitaria che si muove come un sacco di patate, del tutto inconsapevole di dove stia andando mi ferisce e sbotto:

Ma come in Toscana? Se hai appena detto che c’è una pista ciclabile che arriva ad Alba Adriatica, i nomi qualcosa vorranno dire, sei sul mare Adriatico che è a oriente della penisola, la Toscana è a occidente, sul Tirreno, l’altro mare, quello a ovest: Tortoreto è in Abruzzo!

Le due ragazze mi guardano (non senza motivo) come si guarda un vecchio maniaco e la prima balbetta ‘Sa, io non sono molto ferrata in Geografia’. 

Il pensiero che due ragazze colte, molto probabilmente preoccupate dei destini dell’ambiente, non avessero la più pallida idea del loro ambiente reale, quello in cui si muovevano, mi gettava nello sconforto. Le pensavo aggirarsi per non-luoghi, del tutto intercambiabili, nessuna possibilità di intervento reale che deve necessariamente essere collocato nello spazio e nel tempo, solo generiche emozioni su poveri delfini impigliati nelle reti (in che mare, dove, quando e quanti non importa), solo astratte petizioni sulla quantità di anidride carbonica nell’atmosfera e sui suoi effetti climatici (sempre globali naturalmente).

 

3.  Terzo indizio: La statistica delle indicazioni stradali.

Non ti preoccupare, una volta là chiedi e te lo sanno dire tutti’ questa era la frase con cui, prima dell’avvento dei navigatori satellitari, l’amico che ti invitava a un pranzo o a una gita nei pressi di un paese appenninico ti rassicurava.

In effetti, era proprio così: facendo la tara sulle distanze (spesso sottostimate dai locali) e considerando una certa oscurità delle indicazioni ‘...appena superato il cancello della casa di Fausto, gira a destra e sei arrivato’ (si vabbè ma chi è Fausto e soprattutto come riconosco la sua casa?), la faccenda andava in porto.

Ora non è più così e la scorsa Primavera, dovendo individuare l’inizio di un sentiero sui monti Simbruini, appena sopra Subiaco, mia moglie e io, ormai abituati da una ricca statistica al fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, gli abitanti al di sotto dei cinquanta anni di età, non sarebbero stati di alcun aiuto, ci siamo rivolti a delle persone anziane ottenendo utili indicazioni.

La concezione dello spazio sottesa a questa incapacità di fornire indicazioni è poverissima: un insieme di ‘svolta alla prima a destra alla rotonda’ e   prosegui dritto per tre chilometri’ a cui ci assuefà il navigatore, che equipara il territorio a un labirinto di quelli che si usano per i test comportamentali delle cavie di laboratorio, identico in qualsiasi parte del mondo, dove alzare gli occhi per scrutare luoghi sensati come la casa di Fausto o il monte Autore è completamente inutile e decisamente scoraggiato. A scanso di equivoci ci tengo a precisare che non sono così misoneista da non usare anche io il navigatore in caso di necessità ma che allo stesso tempo ho grande piacere nel capire dove mi colloco nello spazio, specie se mi trovo nella mia Regione.


 Tendo a non credere ai complotti, ma sicuramente ci sono significativi indizi che l’appiattimento dei luoghi in un reticolo di coordinate prive di senso (e di conseguenza i suoi abitanti in pedine intercambiabili) sia piuttosto avanti. Se a queste osservazioni contingenti aggiungiamo il proliferare di ‘piani pandemici globali’, che non prendono in considerazione i contesti in cui si dovrebbero applicare e di ‘Linee guida’, che regolamentano aspetti molto critici come l’organizzazione dei sistemi sanitari o la gestione dei rischi ambientali, identiche in tutto il globo, non c’è da stare allegri…tutt’altro.

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ALESSANDRO GIULIANI


BIONOTA  Alessandro Giuliani vive a Roma, è sposato e padre di due figlie. Attualmente è Dirigente di Ricerca presso l’Istituto Superiore di Sanità.

È stato visiting professor all’Università Keio di Tokio, all’Istituto Indiano di Tecnologia (IIT) a Trivandrum (Kerala), all’Università di Chicago (USA) e all’Università di Tomsk (Federazione Russa).

Lavora da circa quaranta anni alla costruzione di modelli fisico-matematici di sistemi biologici complessi con particolare riguardo allo studio della struttura delle molecole proteiche, alla previsione di ‘transizioni di fase’ nell’espressione genica e alle relazioni tra struttura chimica e attività biologica. Ha contribuito, insieme a Joseph Zbilut e Charles Webber dell’Università di Chicago allo sviluppo dell’Analisi Quantitative delle Ricorrenze (RQA), attualmente diventata un metodo standard per l’analisi non-lineare delle serie temporali.  

È autore di 489 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali ‘peer-review’ e di 10 libri di divulgazione.

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