Sylvia Plath – Mirror, Traduzione, Imitazione e Creazione (TRADUZIONE) ~ di Barbara Carle - TeclaXXI

 

TRADUZIONE

 

Barbara CARLE

 

Sylvia Plath – Mirror, Traduzione, Imitazione e Creazione

 

 

          Sylvia Plath (disegno Canva JS©2026)

 

Nota introduttiva

 

Leggerete Mirror, Specchio di Sylvia Plath, una poesia scritta nel 1961 in ottobre poco prima del suo trentesimo compleanno. Lo specchio parla in prima persona nella stanza iniziale. Nella seconda si trasforma in lago e continua il monologo dell’io. Si tratta di una sua poesia molto conosciuta e amata che scava il passaggio del tempo in modo singolare. La traduzione che segue è abbastanza convenzionale nel senso che ho dato più peso al significato. Poi ho fatto una versione cercando di arrivare a un equilibrio tra il contenuto e la forma. Finalmente ho scritto una specie di risposta sul tema dello specchio, che per me sarà sempre meno di un’eco del nostro io.

 

 

Sylvia Plath

 

Mirror

 

 

I am silver and exact. I have no preconceptions.
Whatever I see I swallow immediately
Just as it is, unmisted by love or dislike.
I am not cruel, only truthful‚
The eye of a little god, four-cornered.
Most of the time I meditate on the opposite wall.
It is pink, with speckles. I have looked at it so long
I think it is part of my heart. But it flickers.
Faces and darkness separate us over and over.

Now I am a lake. A woman bends over me,
Searching my reaches for what she really is.
Then she turns to those liars, the candles or the moon.
I see her back, and reflect it faithfully.
She rewards me with tears and an agitation of hands.
I am important to her. She comes and goes.
Each morning it is her face that replaces the darkness.
In me she has drowned a young girl, and in me an old woman
Rises toward her day after day, like a terrible fish.

 

[From Crossing the Water, Faber & Faber, 1971]

 

 

Specchio

 

Sono di argento, preciso. Non ho pregiudizi.

Qualunque cosa veda, la inghiottisco in un baleno

così com’è, non velata dall’amore o l’antipatia.

Non sono crudele, solo onesto –

L’occhio di un piccolo dio a quattro angoli.

Di solito rifletto dalla parete di fronte.

È rosa con macchioline. La guardo da tanto tempo

che ormai fa parte del mio cuore. Tuttavia, guizza.

Volti e oscurità ci separano ancora e ancora.

 

Ora sono un lago. Una donna si inchina su di me.

Alla ricerca nei miei fondali di quello che veramente è.

Poi si rivolge a quei menzogneri, le candele e la luna.

Vedo la sua schiena, la rifletto fedelmente.

Mi ricompensa con lacrime e mani congiunte.

Conto per lei. Va e viene.

Ogni mattina il suo volto prende il posto del buio.

In me ha annegato una giovane, in me una vecchia

s’innalza verso di lei giorno dopo giorno, quale terribile pesce.

 

 

Specchio

 

Sono fatto di argento, preciso, senza pregiudizi.

Inghiottisco in un baleno tutto quello che vedo

così com’è, non corrotto dall’amore o l’antipatia.

Non sono crudele, trasmetto solo verità –

L’occhio di un piccolo nume a quattro angoli.

Quasi sempre rifletto dalla parete di fronte.

È rosea di macchioline. La guardo da così tanto

che credo sia legata al cuore. Tuttavia, tremola.

Volti e notti ci separano senza tregua.

 

Ora sono un lago. Una donna si inchina su di me.

Cerca nei miei fondali quello che veramente è.

Poi si rivolge ai menzogneri, le candele e la luna.

Vedo la sua schiena, la rifletto fedelmente.

Le sue lacrime e le mani agitate mi ricompensano.

Sono importante per lei. Va e viene.

Ogni mattina il suo volto sostituisce il buio.

Ha annegato una giovane in me, in me una vecchia

sale sempre verso di lei – un pesce che salta dall’acqua.

 

 

Dopo aver tradotto Mirror di Sylvia Plath

 

 

Se argenti il vetro hai un riflesso

così fedele da sembrare vero.

Non ci fa più belli e non imbruttisce.

Illumina le rughe e le occhiaie

tutti i segni delle battaglie passate

e in corso. Comunque non supera

la superficie. Non penetra gli occhi

la mente e il cuore. Riflette una pura

parvenza, la copertina del libro

salta l’esordio, il conflitto, la fine.

La verità è anche quello che non

si vede e non si dice. È il ricordo

che ritorna, la ferita che punge

la fitta di veemenza che tace.


BARBARA CARLE 


BIONOTA Barbara Carle poeta, traduttore e critico. È italianista emerita all'Università statale della California a Sacramento. Ha pubblicato diversi libri di poesia bilingue e un libro di poesia e prosa in italiano. Ha tradotto molti poeti dall'italiano all'inglese e dall'inglese all'italiano.




 

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