Tito Pullone & Lucio Voreno eroi dell'antica Roma (STORIA ANTICA) ~ di Romain Iovinelli - TeclaXXI


STORIA ANTICA

TITO PULLONE & LUCIO VORENO

EROI DELL’ANTICA ROMA

di Romain Iovinelli



Nella serie televisiva Rome (2005-2007, prodotta da HBO e BBC) che si svolge durante la fine della Repubblica e termina con l’inizio dell’Impero Romano, la trama ruota intorno a due personaggi storici realmente esistiti: Tito Pullone e Lucio Voreno. Nella serie viene mostrato come ognuno dei due avesse un forte impatto sugli svolgimenti importanti che sarebbero avvenuti: Optimates vs. Populares, Idi di Marzo, Ottaviano vs Antonio, ecc.

Ma chi sono stati realmente queste due figure nella storia romana?

In primo luogo, Tito Pullone e Lucio Voreno sono davvero esistiti. 




Nel De bello gallico, opera scritta da Giulio Cesare, si narrano gli eventi che portarono alla conquista della Gallia. 

In una parte della sua opera Cesare decide di dare spazio a questi due centurioni descrivendoli come due valorosi soldati, che un po’ per spirito di competizione e un po’ fame di gloria eterna, seminarono panico e terrore tra le file dei Galli. 

Scrive Cesare:

«In quella legione militavano due uomini fortissimi, Tito Pullone e Lucio Voreno, centurioni che stavano raggiungendo i gradi più alti. I due erano in costante antagonismo su chi doveva esser anteposto all'altro e ogni anno gareggiavano per la promozione, con rivalità accanita. Mentre si combatteva aspramente nei pressi delle nostre difese, Pullone disse: "Esiti, Voreno? Che grado ti aspetti a ricompensa del tuo valore? Ecco il giorno che deciderà le nostre controversie!" Ciò detto, scavalca le difese e si getta contro lo schieramento nemico dove sembrava più fitto. Neppure Voreno, allora, resta entro il vallo: temendo il giudizio di tutti, segue Pullone. A poca distanza dai nemici, questi scaglia il giavellotto contro di loro e ne colpisce uno, che correva in testa a tutti; i compagni lo soccorrono, caduto e morente, proteggendolo con gli scudi, mentre tutti insieme lanciano dardi contro Pullone, impedendogli di avanzare. Anzi, il suo scudo viene passato da parte a parte e un veruto* gli si pianta nel balteo**, spostandogli il fodero della spada: così, mentre cerca di sguainarla con la destra, perde tempo e, nell'intralcio in cui si trova, viene circondato. Subito il suo rivale Voreno si precipita, soccorrendolo in quel difficile frangente. Su di lui convergono subito tutti i nemici, trascurando Pullone: lo credono infatti trafitto dal giavellotto. Voreno combatte con la spada, corpo a corpo, uccide un avversario e costringe gli altri a retrocedere leggermente, ma, trasportato dalla foga, cade a capofitto in un fosso. Viene circondato a sua volta e trova sostegno in Pullone: tutti e due, incolumi, si riparano entro le nostre difese, dopo aver ucciso molti nemici ed essersi procurati grande onore. Così la Fortuna, in questa loro sfida e contesa, dispose di essi in modo che ognuno recasse all'antagonista aiuto e salvezza e che non fosse possibile giudicare a quale dei due, per valore, toccasse il premio per il valore».

 (Gaio Giulio Cesare, De Bello Gallico, V, 44.)

Questo dice Cesare. Ma cosa accadde a questi due eroi romani dopo la battaglia di Alesia? 

Di Voreno, che apparteneva alla legio XI (poi confluita in LEGIO XI CLAUDIA), non si ha più traccia.

Di Pullone, che tra l’altro pare appartenesse alla storica LEGIO XIII GEMINA*** (fedelissima a Cesare), si sa che si schierò a favore dei Pompeiani durante la Guerra civile. Scomparve mentre tentava stoicamente di difendere da solo l’accampamento di Pompeo nei pressi di Farsalo, in Grecia, dagli attacchi delle forze di Cesare****.

Quel che accadde dopo non si sa.


Spostamenti di Cesare itinerari & battaglie - città di Farsalo in Grecia

A prescindere da come uno la possa pensare sulle guerre civili romane, e sulla storia di Roma in generale, non si può negare la tenacia e la caparbietà dei soldati romani (i miles). Alesia fu una delle più grandi vittorie di Giulio Cesare (e non solo), ma fu anche la più difficile da ottenere. 

Si può di certo affermare comunque che la resistenza e il coraggio di uomini come Voreno e Pullone, contribuirono fortemente al successo della campagna militare di Cesare e alla conseguente conquista della Gallia.

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*Piccolo giavellotto.

**Cintura di cuoio che pendeva dalla spalla destra verso il fianco sinistro, a cui i soldati romani appendevano la spada.

*** Ipotesi contestata da più parti. Pare che i due militassero in una legione comandata da Quinto Tullio Cicerone, fratello del ben più noto oratore, Marco Tullio.

**** De bello civili, III, 67.


ROMAIN IOVINELLI


BIONOTA 

Nato a Roma, ha vissuto in Croazia, Francia,  Inghilterra e Marocco. Si è diplomato al liceo americano di St.-Cloud e si è laureato come assistente alla regia presso il CLCF a Parigi. 

È laureato altresì  in lingue e letterature moderne in Italia, con una tesi in angloamericana su Ulysses S. Grant.  

A parte i suoi interessi storici, è trilingue e maratoneta. Ha creato il Marco Aurelio Project

Traduce prosa dal/verso l'inglese.



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