Il lungo inverno freddo di Berlino (Alla scoperta di Berlino) ~ di Carla Mazzarelli - TeclaXXI
ALLA SCOPERTA DI BERLINO
Carla Mazzarelli
Il lungo inverno freddo di Berlino
Canaletto, Il Canal Grande, veduta verso sud-est da Campo Santa Sofia verso il Ponte di Rialto, 1756, olio su tela, 119 × 185 cm; Berlino, Staatliche Museen
Qualche mese fa è stato
pubblicato su Tecla XXI il mio articolo intitolato La lunga estate calda diBerlino, titolo che ovviamente faceva il verso al film del 1958 con uno
splendido Paul Newman; ora mi sento, appena rientrata a Roma dalla gelida
capitale tedesca di intitolare questo mio testo: “Il lungo inverno freddo di
Berlino”!
Appena scesa dall’aereo
all’aeroporto di Brandeburgo, il nuovo ma non ancora efficientissimo aeroporto
berlinese, la città mi ha accolta in una coltre grigia e un freddo tagliente:
fuori guanti, cappello e sciarpa dallo zaino, su la zip del piumino fin oltre
la bocca e via di fretta verso la metro.
La neve natalizia che era caduta abbondantemente, al mio arrivo era già sciolta, al suo posto qualche lastra di ghiaccio che impone particolare attenzione a dove mettere i piedi. Le temperature sono state costantemente sotto lo zero anche nelle ore più “calde”, ma ho avuto l’inaspettata e gradita fortuna di qualche giornata di sole, un vero e proprio dono a gennaio. Smontati gli addobbi natalizi, quest’anno particolarmente ricchi e curati come nei tempi pre-covid, la città è tornata alla normalità: i turisti se ne sono andati e i berlinesi si riappropriano dei propri spazi interni ed esterni. Il freddo ovviamente fa prediligere lunghe e frequenti soste all’interno di centri commerciali, bar, oppure visite a musei o luoghi culturali.
I musei, in particolare, ormai svuotati dei turisti spesso troppo
chiacchieroni e rumorosi, tornano ad essere luoghi di riflessione e tranquillità
e così io ho potuto sostare, alla Gemaldegalerie presso il Kulturforum, davanti
ai miei Vermeer preferiti senza fretta e tornare ad ammirare i canali veneziani
dipinti con dovizia di particolari dal Canaletto. Il martedì all’ora di pranzo,
sempre presso il Kulturforum, ma all’auditorium, si può entrare per assistere gratuitamente
a concerti di giovani e preparatissimi strumentisti che si esibiscono per la
gioia di grandi e piccini. Non ho mai visto così tanti bambini come qui,
partecipare agli eventi musicali che si tengono nel corso della giornata. Sold
out invece per le serate della Berliner Philarmonicher, bisogna acquistare i
biglietti con anticipo. Ma in passato ho avuto modo di assistere a più di un
concerto di questa immensa orchestra. Purtroppo, non sono una intenditrice di
musica classica e posso apprezzare l’atmosfera di gioia e magnificenza, ma non fino
in fondo la qualità del suono e dell’esecuzione. Però una volta mi è accaduto,
assistendo a un concerto con musiche di Mozart insieme con un mio amico
musicista, di vedere sul suo viso un paio di lacrime. “Tutto bene?” gli chiesi
sottovoce un po’ preoccupata, “Mai stato meglio, sono solo commosso…” mi
sussurrò all’orecchio.
Dal Kulturforum al Sony
Center sono pochi passi a piedi; in questo inverno è stata allestita proprio al
centro sotto la cupola colorata e cangiante, una pista di pattinaggio sul
ghiaccio, sempre gremita di gente e, solo per un attimo, mi ha attraversato l’idea
di mettere i pattini e gettarmi nella mischia. Ma non l’ho fatto e me ne pento.
Ho invece tirato dritto fino alla porta di Brandeburgo, passando attraverso il Tiergarten,
l’immenso parco nel cuore di Berlino, che è avvolto in inverno in un silenzio
surreale, soprattutto quando imbiancato dalla neve. Qui ho incrociato qualche
coraggioso a passeggio come me, qualcuno con il cane e biciclette che ti
sfrecciano vicino avvisandoti con una scampanellata. Perché non pochi
berlinesi, anche in inverno e anche non giovani, scelgono comunque la bici per
spostarsi e per andare a lavorare. “La bici, potevo prendere la bici…”ma è un
attimo, come per i pattini, la mia dueruote rimarrà invece parcheggiata nel
cortile fino a primavera. Ho optato allora per una cioccolata calda servita
nell’ampia e raffinata hall dell’hotel Adlon, ad di là della porta di
Brandeburgo e all’inizio del viale Unter den Linden. I tigli in questo periodo
sono spogli, ma torneranno a inebriarci con il loro profumo a primavera! La
poltrona dell’Adlon è decisamente più consona a una signora della mia età, mi
sono guardata un po' intorno, nella hall c’è sempre un bel via vai di persone,
ospiti dell’hotel e gente che viene da fuori come me per riscaldarsi un po’,
togliersi cappello e cappotto e starsene seduta a rilassarsi e riscaldarsi. Poi
tiro fuori dalla borsa il romanzo di turno e cambio realtà.
Ad una certa ora del pomeriggio bisogna rientrare, buio e gelo suggeriscono una doccia calda che ti riscaldi le ossa e ti prepari per la cena. Verso le 18,30, in inverno, i berlinesi sono già a tavola, mangiano, bevono e chiacchierano. Quanto chiacchierano! Qualcuno più tardi si infilerà in un teatro per assistere a uno spettacolo o a un concerto. Io ho passeggiato finché ho potuto, «Cammina, Carla, cammina», mi dico sempre in queste occasioni, solo così posso rispondere al cameriere che mi chiede come voglio la birra «Ein grosses oder kleines Bier?», «Grande, ovviamente!».
BIONOTA
Sono nata a Roma nel 1957.
Dopo essermi laureata in Lettere presso l'università La Sapienza, sono entrata in ruolo ed ho insegnato prevalentemente nei licei artistici. Venuta in contatto col mondo dell'arte, soprattutto romano, ho aperto negli anni ’90 una galleria d'arte nel quartiere di Trastevere dove ho esposto numerose mostre di pittori e scultori, emergenti e non. Una bella e molto impegnativa esperienza durata circa dieci anni.
Successivamente ho conseguito tre Master presso l'università Tor Vergata, importanti sia per la mia formazione personale che per la mia professione di docente.
Nel 2007 ho scoperto Berlino, diventata la mia seconda patria e dove trascorro alcuni mesi dell'anno.
Mi diverto con il teatro amatoriale “calcando le scene" da circa dieci anni.
A gennaio del 2024 ho autopubblicato su Amazon il mio primo romanzo intitolato Una via tranquilla e ora mi dedico alla stesura del secondo.









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