Ripensare la contemporaneità - Una nuova storia della letteratura italiana (LETTERATURA ITALIANA) ~ di Michael Lettieri - TeclaXXI
LETTERATURA ITALIANA
Michael Lettieri
Ripensare la contemporaneità.
Una nuova storia della
letteratura italiana
Come raccontare la
letteratura italiana contemporanea quando la molteplicità degli autori, dei
generi, dei mezzi espressivi e delle identità rende sempre più difficile
stabilire gerarchie, confini e percorsi condivisi? È questa, in fondo, la
questione alla quale Letteratura italiana contemporanea, curata da Gino
Ruozzi e Gino Tellini (Le Monnier Università / Mondadori Education, 2026),
offre una risposta ambiziosa e convincente. Frutto della collaborazione di
oltre trenta studiosi, italiani e stranieri, il volume non si limita ad
aggiornare il tradizionale racconto della contemporaneità letteraria, ma
propone una riflessione concreta su come essa possa essere organizzata,
interpretata e trasmessa.
Non è casuale che il
libro si presenti come una “bussola” destinata a orientare il lettore nel “mare
della letteratura contemporanea”. La metafora ne definisce efficacemente la
funzione: non un semplice repertorio di autori e opere, né una cronaca della produzione
più recente, ma uno strumento capace di costruire coordinate entro una materia
vasta, mobile e plurale. Ne risulta una storia letteraria insieme rigorosa,
accessibile e attenta alle esigenze didattiche, destinata a studenti, studiosi
e lettori colti non specialisti.
La scelta di partire
dal 1889 costituisce già una significativa dichiarazione di metodo. In
quell'anno vengono pubblicati Mastro-don Gesualdo di Verga e Il
piacere di D'Annunzio: la diversa fortuna iniziale delle due opere ̶
scarsa attenzione per la prima, straordinario successo per la
seconda ̶ segnala simbolicamente il mutamento della
sensibilità culturale e il progressivo superamento della tradizione
realistico-positivista a favore di una nuova idea della modernità letteraria.
Da questo momento il volume segue, fino al 2025, l'evoluzione della letteratura
italiana nel rapporto con le grandi trasformazioni storiche, politiche, sociali
e tecnologiche.
Le sei sezioni
cronologico-tematiche non costituiscono quindi una semplice scansione
temporale, ma costruiscono un'interpretazione complessiva del Novecento e del
nuovo millennio: dal fin de siècle all'alba della modernità; dall'età
dei totalitarismi alla ricostruzione e al “miracolo economico”; dall'utopia
rivoluzionaria al trionfo del mercato; infine, dal 1990 al 2025, al globalismo,
alla rivoluzione digitale e alle nuove forme dell'identità. La periodizzazione
diviene così uno strumento critico per leggere i fenomeni letterari in
relazione ai mutamenti della società italiana e internazionale.
Un ruolo decisivo è
affidato alle “Coordinate” che introducono ciascuna sezione. Esse impediscono
che la ricchezza dei contributi produca frammentazione, offrendo una mappa
nella quale convergono eventi storici, movimenti, autori, critici e riviste. La
loro funzione è insieme informativa e interpretativa: orientano il lettore,
stabiliscono relazioni e restituiscono un quadro d'insieme prima dell'analisi
dei singoli fenomeni.
È proprio nella
gestione della complessità che emerge uno dei maggiori meriti del volume.
L'alternanza fra capitoli monografici e collettivi evita sia la rigidità dei
manuali costruiti secondo schemi ripetitivi sia il rischio della dispersione.
Gli autori maggiori ricevono lo spazio necessario all'approfondimento, mentre
altri vengono inseriti in quadri più ampi che ne evidenziano relazioni e
differenze. Ne deriva un vero paesaggio letterario, nel quale convivono, per
usare un'efficace immagine topografica, pianure, colline e montagne: differenti
estensioni e altitudini contribuiscono alla ricchezza dell'insieme.
Particolarmente
innovativo è il modo in cui viene concepito il canone letterario. Il volume non
rinuncia alle figure centrali della tradizione novecentesca ̶ da
Pascoli, D'Annunzio, Deledda, Svevo e Pirandello a Montale, Gadda, Moravia,
Pavese, Vittorini, Morante, Fenoglio, Levi, Sciascia, Pasolini e Calvino ̶ ma amplia contemporaneamente il campo della
storiografia, restituendo visibilità a presenze e fenomeni a lungo
marginalizzati.
Evidente è anzitutto
l'attenzione alle scrittrici. Undici autrici, fra cui Grazia Deledda, Elsa
Morante, Natalia Ginzburg ed Elena Ferrante, ricevono capitoli autonomi; altre
otto sono oggetto di sezioni specifiche, mentre numerose ulteriori figure
vengono inserite nei capitoli collettivi. Non si tratta soltanto di un
ampliamento quantitativo: la presenza femminile contribuisce a modificare
concretamente la prospettiva attraverso cui viene raccontata la storia
letteraria italiana.
La medesima apertura
riguarda settori tradizionalmente meno rappresentati nella manualistica: teatro,
drammaturgia e poesia dialettale, con particolare attenzione, fra gli altri, a
Eduardo De Filippo e alla drammaturgia contemporanea, oltre agli
approfondimenti sul teatro di D'Annunzio e Pirandello. Il volume affronta
inoltre fenomeni quali il graphic novel, i rapporti con la musica popolare, la
letteratura LGBTQ+ e la letteratura della migrazione. La nozione di
“letteratura italiana” viene così opportunamente ampliata e posta in relazione
con la pluralità di esperienze, linguaggi e identità che caratterizza la
produzione contemporanea, dentro e fuori i confini nazionali.
Questa apertura non
implica tuttavia una rinuncia alla selezione critica. È forse questo uno degli
aspetti più riusciti dell'impresa: allargare il campo senza dissolvere il
criterio della scelta. Il volume continua infatti a interrogarsi su quali
autori e quali libri siano entrati nella storia e su quali altri meritino di
non essere dimenticati, trasformando tale interrogativo in uno dei principi
dinamici della propria costruzione.
La ricchezza del
progetto emerge anche nel rapporto fra letteratura e storia culturale. La
ricostruzione del secondo dopoguerra considera il Neorealismo, i rapporti fra
letteratura, cinema e teatro e la crescente centralità del romanzo; la
trattazione degli ultimi decenni affronta invece globalizzazione, rivoluzione
digitale, nuove pratiche poetiche e narrative, forme popolari e paraletterarie
e scritture legate al genere, all'identità e alla migrazione. Particolarmente
significativa è la capacità di includere una produzione ancora in movimento
senza rinunciare all'ambizione di una sintesi storica.
Anche sul piano
didattico l'opera mostra una notevole consapevolezza. La chiarezza
dell'esposizione, l'organizzazione delle sezioni e gli strumenti
conclusivi ̶ Bibliografia essenziale, Abbreviazioni
bibliografiche, Indice dei nomi e Indice delle riviste ̶ ne
fanno un efficace strumento per l'insegnamento universitario, mantenendo al
tempo stesso una significativa utilità per la ricerca e per il lettore colto
non specialista.
Letteratura italiana
contemporanea si configura dunque
come qualcosa di più di un nuovo manuale. Il suo contributo più importante
consiste nella capacità di ripensare il modo stesso in cui la contemporaneità
letteraria può essere raccontata: attraverso una periodizzazione consapevole,
una rigorosa organizzazione del materiale, l'integrazione fra canone e
marginalità, il dialogo fra generi diversi e l'attenzione alle trasformazioni
del presente.
Per ampiezza
cronologica, aggiornamento, ricchezza dei contributi e apertura metodologica,
il volume raggiunge un risultato di notevole rilievo. La sua forza risiede
soprattutto nell'equilibrio fra completezza e leggibilità, rigore scientifico e
funzione didattica, memoria della tradizione e capacità di registrare ciò che
nella letteratura italiana sta ancora nascendo. La “bussola” evocata dai
curatori non è dunque soltanto un'immagine efficace, ma la definizione di un
progetto critico riuscito: uno strumento autorevole per orientarsi in un
territorio letterario sempre più vasto e articolato e, al tempo stesso,
un'importante proposta di rinnovamento della storiografia della letteratura
italiana contemporanea. Per questa capacità di coniugare ampiezza e selezione,
tradizione e innovazione, rigore e accessibilità, il volume è destinato a
costituire un punto di riferimento significativo per studiosi, docenti e
studenti e a lasciare un segno duraturo nella riflessione sulla letteratura
italiana contemporanea.


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