Europa (LINGUA ITALIANA) ~ di Silverio Novelli - TeclaXXI

 

LINGUA ITALIANA 


SILVERIO NOVELLI 

Europa, dal dorso di Zeus alle guerre planetarie 


                                                  Europa in groppa a Zeus sotto forma di Toro (Pompei, I sec. d.C.)
                                                                         Credit: en.wikipedia



                                                                        (part.)


Europa, dal dorso di Zeus alle guerre planetarie

Silverio Novelli

 

La parola Europa viene dal latino Eurōpa, che a sua volta proviene dal greco Európē, di etimologia incerta. Europa è il nome proprio della mitica, bellissima figlia di Agenore e di Telefassa e sorella di Cadmo, fondatore di Tebe. Mentre coglieva fiori sulle coste della Fenicia, Europa, dapprima spaventata, poi fiduciosa, fu rapita da Zeus che, sotto forma di toro bianco, la portò a Creta, dove si consumarono le nozze. Da queste furono generati Minosse e Radamanto. Europa divenne poi sposa del re cretese Asterione, che adottò i figli di lei.

Il ratto di Europa, cioè il suo rapimento, è narrato nella letteratura e raffigurato nell'iconografia artistica sin dall'antichità. In lingua italiana, Europa compare, autorevolmente, nella Divina Commedia, con riferimento alla ninfa, in un blocchetto di versi del Paradiso (82-84): «sì ch’io vedea di là da Gade il varco / folle d’Ulisse, e di qua presso il lito, / nel qual si fece Europa dolce carco»: durante la salita al Primo Mobile, Dante adima il viso (volge lo sguardo verso il luogo più basso; adimare è un verbo di conio dantesco, ad ‘verso’ + imo ‘il luogo più basso’) così da vedere verso Occidente (di là) oltre Cadice (Gade) lo spazio immenso dell’Oceano dove si avventurò follemente Ulisse; mentre nell’altra direzione, verso Oriente (di qua), lo sguardo di Dante si spinge fino alle sponde (il lito) della Fenicia, dove Zeus, cangiatosi in toro, prese sul dorso la ninfa Europa (si fece dolce carco), portandola nella terra che da lei prese il nome. E Dante in questo modo onora anche la fonte ovidiana che aveva ben presente.

Bello anche il grappolo di versi in una delle Rime di Matteo Bandello (1485-1561), in cui la fanciulla è ammonita a non fidarsi del «vago Bue», cioè il 'toro leggiadro' sotto le cui spoglie si nasconde il re degli dèi: «Non t’accostar, Europa, al vago Bue, / che va scherzando in questo verde piano, / non ti fidar, che tanto paia umano, / che più superbo visto mai non fue. / Trasformato s’è Giove, e l’arti sue / adopra per rapirti [...]».

Europa è il nome che Galileo Galilei scelse, non a caso, per una delle lune di Giove da lui scoperte nel 1610.

 

I confini e la geopolitica

Nel suo significato geografico, che era presente già nell'antichità, Europa designa un’area composta da Europa continentale ed Europa mediterranea. Per i geografi ionici l'Europa comprendeva tutta la terra a Nord del Mediterraneo. Sin da allora, passando anche per la civlità romana e poi per quella medievale, il problema fu di delimitare precisamente i confini orientali, che oggi vengono di solito fissati nella linea ideale che unisce le foci dei fiumi Don (nel Lago Nero) e Dvina settentrionale (nel Mar Bianco).

Nel significato socio-economico e culturale, l'Europa apparve, sin dagli inizi dell'età moderna, come un'entità antropica dall'elevato livello di sviluppo organizzativo, tecnico ed economico, il che le consentì una certa preminenza rispetto ad altre parti del mondo. L’Europa ha di fatto sviluppato un’egemonia mondiale, rafforzata enormemente a partire dalla rivoluzione industriale. Tale condizione si è mantenuta fino alla metà del Novecento. La crescita degli Stati Uniti e le conseguenze delle due guerre mondiali hanno poi ridimensionato il ruolo europeo, rispetto alle due superpotenze politiche, Stati Uniti e Unione Sovietica, e alla superpotenza economica giapponese. Fino a pochi anni fa, in un mutato contesto internazionale, si discuteva se rivedere le caratteristiche dell’Europa unita, progetto sviluppatosi attraverso varie tappe a partire dal 1951, che hanno portato alla nascita nel 1993 dell’Unione europea (Ue), composta da 28 Stati membri. Nel 2020 la Brexit ha privato l’Europa della partecipazione del Regno Unito. La guerra russo-ucraina, seguita all’aggressione russa, la seconda presidenza Trump, la guerra tra Stati Uniti e Iran hanno comportato, nel riposizionamento delle grandi potenze (tra le quali era cresciuta ormai a rango primario la Cina) una profonda messa in discussione della collocazione e dell’importanza dell’Europa nello scacchiere internazionale. L’Europa sembra rischiare di essere disarcionata dalla groppa del toro.

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Lessico europeo, a valanga

Dal nome proprio Europa in italiano sono derivate, nel corso degli ultimi cent’anni circa, altre parole oggi in uso. Già settecentesco è l'aggettivo europeo. Nella prima metà del Novecento nascono europeismo, europeista, europeizzare (i primi due connotati in senso positivo). Da Europa nasce nel 1995 anche euro, il nome della moneta europea, entrata in vigore ufficialmente nel 1999.

Il confisso euro-, che già aveva dato sporadiche ma significative prove di sé a partire dagli anni Sessanta del Novecento, verso la fine degli anni Novanta è diventato molto produttivo, dando vita a neologismi, talvolta effimeri, riferiti all’Europa, intesa sia come entità geografica ma con connotazioni politiche sia (e poi prima di tutto) come entità politico-amministrativa: eurocrate (1963), eurocentrismo (1967), eurocomunismo (1974), eurosocialismo (1980), eurodeputato (1980), europarlamento (1980), eurogol (1992), euroscettico (1994), euroterrorismo (1994), eurocratese ‘il linguaggio caratteristico della burocrazia dell’Ue’ (1996), eurocent (1997), eurofunzionario (1998), eurolandia (1998), eurozona (1998; 1992 nel giornalismo sportivo), europanto (2000) ‘lingua artificiale ottenuta inserendo in una struttura dominante inglese i vocaboli più diffusi o più universalmente comprensibili delle principali lingue europee’ [Nuovo Devoto-Oli]. Dagli anni Novanta a oggi, il confisso ha rotto gli argini, marcando una grande quantità di lessico, sia istituzionale sia politico-giornalistico: nel Nuovo Devoto-Oli (2026) si contano più di 50 composti con euro- (o derivati da Europa nell’accezione politica di ‘Unione europea’).

Espressamente accettati o coniati nelle sedi istituzionali europee sono anche i composti Eurojust, l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, coniata direttamente in sede di Consiglio Europeo per rafforzare la lotta alla criminalità grave; Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea, organo istituzionale incaricato di produrre dati statistici ufficiali per gli Stati membri; Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, agenzia tripartita dell'Ue; EuroparlTV, la piattaforma radiotelevisiva ufficiale del Parlamento Europeo; Eurodac, il sistema di classificazione delle impronte digitali dei richiedenti asilo istituito a livello comunitario per l'applicazione del Regolamento di Dublino; Eurofisc, la rete istituzionale per lo scambio rapido di informazioni mirate a combattere la frode transfrontaliera in materia di IVA; Eurocontrol, l'organizzazione intergovernativa per la sicurezza della navigazione aerea (pur includendo Paesi che non appartengono all’Ue, è formalmente integrata nelle politiche europee dei trasporti); Eurobarometro (2002), il sondaggio d'opinione ufficiale condotto periodicamente dalla Commissione europea per monitorare lo stato dell'opinione pubblica nei Paesi membri.

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SILVERIO NOVELLI



BIONOTA

Silverio Novelli si occupa da molti anni di lingua italiana. Tra le altre cose, ha scritto una grammatica scolastica (a sei mani), un paio di dizionari di neologismi (a quattro mani) e altri testi di divulgazione linguistica (a due sole mani, finalmente, le sue).

 


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