Europa (LINGUA ITALIANA) ~ di Silverio Novelli - TeclaXXI
LINGUA ITALIANA
SILVERIO NOVELLI
Europa, dal dorso di Zeus alle guerre planetarie
Europa,
dal dorso di Zeus alle guerre planetarie
Silverio
Novelli
La parola Europa
viene dal latino Eurōpa, che a sua volta proviene dal greco Európē, di etimologia incerta. Europa è il nome proprio della mitica,
bellissima figlia di Agenore e di Telefassa e sorella di Cadmo, fondatore di
Tebe. Mentre coglieva fiori sulle coste della Fenicia, Europa, dapprima
spaventata, poi fiduciosa, fu rapita da Zeus che, sotto forma di toro
bianco, la portò a Creta, dove si consumarono le nozze. Da queste furono
generati Minosse e Radamanto. Europa divenne poi sposa del re cretese
Asterione, che adottò i figli di lei.
Il
ratto di Europa, cioè il suo rapimento, è narrato
nella letteratura e raffigurato nell'iconografia artistica sin dall'antichità.
In lingua italiana, Europa compare, autorevolmente, nella Divina Commedia, con riferimento alla
ninfa, in un blocchetto di versi del Paradiso
(82-84): «sì ch’io vedea di là da Gade il varco / folle d’Ulisse, e di qua
presso il lito, / nel qual si fece Europa
dolce carco»: durante la salita al Primo Mobile, Dante adima il viso (volge lo sguardo verso il luogo più basso; adimare è un verbo di conio dantesco, ad ‘verso’ + imo ‘il luogo più basso’) così da vedere verso Occidente (di là) oltre Cadice (Gade) lo spazio immenso dell’Oceano dove
si avventurò follemente Ulisse; mentre nell’altra direzione, verso Oriente (di qua), lo sguardo di Dante si spinge fino
alle sponde (il lito) della Fenicia,
dove Zeus, cangiatosi in toro, prese sul dorso la ninfa Europa (si fece dolce carco),
portandola nella terra che da lei prese il nome. E Dante in questo modo onora
anche la fonte ovidiana che aveva ben presente.
Bello anche il grappolo di versi in una
delle Rime di Matteo Bandello (1485-1561), in cui la fanciulla è
ammonita a non fidarsi del «vago Bue», cioè il 'toro leggiadro' sotto le cui
spoglie si nasconde il re degli dèi: «Non t’accostar, Europa, al vago
Bue, / che va scherzando
in questo verde piano, / non ti fidar, che tanto paia umano, / che più superbo
visto mai non fue. / Trasformato s’è Giove, e l’arti sue / adopra per rapirti
[...]».
Europa è il nome che
Galileo Galilei scelse, non a caso, per una delle lune di Giove da lui scoperte
nel 1610.
I
confini e la geopolitica
Nel suo significato geografico, che era presente già
nell'antichità, Europa designa un’area composta da Europa
continentale ed Europa mediterranea. Per i geografi ionici l'Europa
comprendeva tutta la terra a Nord del Mediterraneo. Sin da allora, passando
anche per la civlità romana e poi per quella medievale, il problema fu di
delimitare precisamente i confini orientali, che oggi vengono di solito fissati
nella linea ideale che unisce le foci dei fiumi Don (nel Lago Nero) e Dvina
settentrionale (nel Mar Bianco).
Nel significato socio-economico e culturale, l'Europa
apparve, sin dagli inizi dell'età moderna, come un'entità antropica
dall'elevato livello di sviluppo organizzativo, tecnico ed economico, il che le
consentì una certa preminenza rispetto ad altre parti del mondo. L’Europa
ha di fatto sviluppato un’egemonia mondiale, rafforzata enormemente a partire
dalla rivoluzione industriale. Tale condizione si è mantenuta fino alla metà
del Novecento. La crescita degli Stati Uniti e le conseguenze delle due guerre
mondiali hanno poi ridimensionato il ruolo europeo, rispetto alle due
superpotenze politiche, Stati Uniti e Unione Sovietica, e alla superpotenza
economica giapponese. Fino a pochi anni fa, in un mutato contesto
internazionale, si discuteva se rivedere le caratteristiche dell’Europa unita, progetto sviluppatosi
attraverso varie tappe a partire dal 1951, che hanno portato alla nascita nel
1993 dell’Unione europea (Ue), composta da 28 Stati membri. Nel 2020 la Brexit
ha privato l’Europa della
partecipazione del Regno Unito. La guerra russo-ucraina, seguita
all’aggressione russa, la seconda presidenza Trump, la guerra tra Stati Uniti e
Iran hanno comportato, nel riposizionamento delle grandi potenze (tra le quali era
cresciuta ormai a rango primario la Cina) una profonda messa in discussione
della collocazione e dell’importanza dell’Europa
nello scacchiere internazionale. L’Europa
sembra rischiare di essere disarcionata dalla groppa del toro.
.
Lessico
europeo, a valanga
Dal nome proprio Europa in italiano sono derivate,
nel corso degli ultimi cent’anni circa, altre parole oggi in uso. Già settecentesco
è l'aggettivo europeo. Nella
prima metà del Novecento nascono europeismo, europeista, europeizzare
(i primi due connotati in senso positivo). Da Europa nasce nel 1995 anche
euro, il nome della moneta europea, entrata in vigore ufficialmente nel
1999.
Il confisso euro-, che già
aveva dato sporadiche ma significative prove di sé a partire dagli anni
Sessanta del Novecento, verso la fine degli anni Novanta è diventato molto
produttivo, dando vita a neologismi, talvolta effimeri, riferiti all’Europa, intesa sia come entità geografica
ma con connotazioni politiche sia (e poi prima di tutto) come entità politico-amministrativa:
eurocrate
(1963), eurocentrismo (1967), eurocomunismo (1974), eurosocialismo (1980), eurodeputato (1980), europarlamento (1980), eurogol (1992), euroscettico (1994), euroterrorismo (1994), eurocratese ‘il linguaggio caratteristico della
burocrazia dell’Ue’ (1996), eurocent (1997), eurofunzionario (1998), eurolandia (1998), eurozona (1998; 1992 nel giornalismo
sportivo), europanto (2000) ‘lingua artificiale ottenuta inserendo in una
struttura dominante inglese i vocaboli più diffusi o più universalmente
comprensibili delle principali lingue europee’ [Nuovo Devoto-Oli]. Dagli anni Novanta a oggi, il
confisso ha rotto gli argini, marcando una grande quantità di lessico, sia
istituzionale sia politico-giornalistico: nel Nuovo Devoto-Oli (2026) si
contano più di 50 composti con euro- (o derivati da Europa nell’accezione politica di ‘Unione
europea’).
Espressamente accettati o coniati nelle sedi istituzionali
europee sono anche i composti Eurojust, l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione
giudiziaria penale, coniata direttamente in sede di Consiglio
Europeo per rafforzare la lotta alla criminalità grave; Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea,
organo istituzionale incaricato di produrre dati statistici ufficiali per gli
Stati membri; Eurofound, la Fondazione
europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro,
agenzia tripartita dell'Ue; EuroparlTV, la piattaforma
radiotelevisiva ufficiale del Parlamento Europeo; Eurodac, il
sistema di classificazione delle impronte digitali dei richiedenti asilo
istituito a livello comunitario per l'applicazione del Regolamento di Dublino; Eurofisc, la rete
istituzionale per lo scambio rapido di informazioni mirate a combattere la
frode transfrontaliera in materia di IVA; Eurocontrol, l'organizzazione
intergovernativa per la sicurezza della navigazione aerea (pur includendo Paesi
che non appartengono all’Ue, è formalmente integrata nelle politiche europee
dei trasporti); Eurobarometro (2002), il
sondaggio d'opinione ufficiale condotto periodicamente dalla Commissione europea per monitorare lo
stato dell'opinione pubblica nei Paesi membri.
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SILVERIO NOVELLI
BIONOTA
Silverio Novelli si occupa da molti anni di lingua italiana. Tra le altre cose, ha scritto una grammatica scolastica (a sei mani), un paio di dizionari di neologismi (a quattro mani) e altri testi di divulgazione linguistica (a due sole mani, finalmente, le sue).

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