17 marzo 180 d.C.: muore l'imperatore Marco Aurelio (STORIA ANTICA) ~ di Romain Iovinelli - TeclaXXI
STORIA ANTICA
17 marzo 180 d.C. : muore l'imperatore Marco Aurelio
di Romain Iovinelli
In quel preciso giorno, 1846 anni fa, all’età di quasi 59
anni, venne a mancare l’imperatore Marco Aurelio. Il luogo della sua morte è
tuttora oggetto di dibattito: secondo alcune fonti, egli morì sul fronte
danubiano, più precisamente a Vindobona (odierna Vienna), secondo altre, Marco
Aurelio perse la vita sul fronte sarmatico, nei pressi di Sirmio (attuale
Serbia). Entrambi furono due fronti dove l’Impero Romano fu seriamente
impegnato per più di un decennio a causa degli incessanti attacchi delle
popolazioni germaniche e sarmatiche. Non era un mistero: l’imperatore versava da qualche anno in pessime condizioni fisiche. Molti attribuiscono le
cause del suo decesso alla peste che in quegli anni pervase l’impero. Ma come
insegna lo stoicismo, l’essere umano non deve cadere vittima della paura della
morte o del dolore, tant'è che - da vero stoico - Marco Aurelio non cadde in preda al
panico o alla disperazione, accogliendo la morte a braccia aperte. Per non
essere un peso, decise di aggravare le sue condizioni imponendosi di non
mangiare né bere più.
Inoltre, scongiurò soldati e sudditi di non
compiangerlo, visto che la morte fa parte della vita. Sul letto di morte decise
di nominare il figlio Commodo come suo successore. Così di fatto pose fine
all’età degli imperatori adottivi intrapresa da Nerva nel 98 d.C.
Marco Aurelio aveva ereditato un impero prospero e stabile, ma allo stesso tempo, attraverso il suo pensiero filosofico, riuscì a farlo prosperare e a mantenerlo sano malgrado le avversità (peste, rivolte interne, guerre con i Parti e Marcomanni).
I suoi innumerevoli sforzi e i risultati ottenuti verranno guastati dall’avvento del proprio figlio, il quale non fu nemmeno l’ombra del padre. Come uomo e come imperatore. In onore di Marco Aurelio, fu eretta la colonna Aureliana (di fronte Palazzo Chigi) e a lui venne dedicata la celeberrima statua equestre (Musei Capitolini).
Colui che da più parti sarà rimpianto e lodato nei secoli
successivi, verrà ricordato non solo come un grande statista, non solo come un
grande imperatore, filosofo, grande uomo, ma anche come la dimostrazione personificata che si
possono affrontare situazioni avverse rimanendo integri.
D’altronde, come ebbe lui stesso a dire: «A nessuno
accade nulla che egli non possa per natura sopportare»[1].
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[1] A sé stesso. Pensieri, libro V, 18. Milano, Garzanti (traduzione di Enrico V. Maltese), 1983.
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ROMAIN IOVINELLI
BIONOTA
Nato a Roma, ha vissuto in Croazia, Francia, Inghilterra e Marocco. Si è diplomato al liceo americano di St.-Cloud e si è laureato come assistente alla regia presso il CLCF a Parigi.
È laureato altresì in lingue e letterature moderne in Italia, con una tesi in angloamericana su Ulysses S. Grant presso l'Università di Roma 2, Tor Vergata.
A parte i suoi interessi storici, è trilingue e maratoneta. Ha creato il Marco Aurelio Project.
Traduce prosa dal e verso l'inglese.
È in uscita il suo libro Ulysses S. Grant, soldato e presidente per i tipi Aracne/Adiuvare.



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