La missione Artemis II e la sua protagonista femminile: Christina Koch - II parte (ASTRONAUTICA)~ di Liliana Ravagnolo - TeclaXXI

 ASTRONAUTICA

 

Liliana Ravagnolo

 

La missione Artemis II e la sua protagonista femminile: Christina Koch

II PARTE

 

        Nel nostro precedente articolo abbiamo voluto darvi una panoramica del programma Artemis (successore del programma Apollo per il ritorno sulla Luna) e vi abbiamo introdotto l’equipaggio della missione Artemis II, che è stata la seconda missione del programma Artemis e la prima missione con equipaggio del veicolo spaziale Orion. Il lancio è stato effettuato con successo il 1° aprile 2026. La navicella spaziale Orion ha eseguito un sorvolo lunare il 6 aprile 2026 ed è rientrata sulla Terra 10 aprile.

        L’equipaggio prescelto era formato da tre astronauti americani e un canadese. Al comando l’astronauta statunitense Reid Wiseman, affiancato dai connazionali Victor Glover e Christina Koch, oltre al canadese Jeremy Hansen.

        Tutti loro hanno curricula di grande rispetto (che abbiamo menzionato nel precedente articolo), ma oggi vogliamo focalizzarci sulla figura femminile.

        Chi è Christina Koch e perché è stata selezionate per partecipare alla missione Artemis II?

 

        Nata il 29 gennaio 1979 a Grand Rapids, Michigan, Christina Koch ha sempre mostrato una forte inclinazione per la scienza. Il suo percorso universitario l’ha portata a conseguire una doppia laurea in ingegneria elettrica e fisica, seguita da un master nello stesso ambito.

        Prima ancora di entrare nella NASA, ha lavorato allo sviluppo di strumenti scientifici avanzati, contribuendo a progetti legati all’astrofisica e allo studio delle radiazioni spaziali. Parallelamente, ha vissuto esperienze professionali fuori dal comune: lunghi periodi in Antartide, missioni in Groenlandia e incarichi in Alaska e nelle Samoa Americane, spesso in condizioni ambientali estreme. Entrata a far parte del corpo astronauti NASA nel 2013, dopo il classico periodo di addestramento nel luglio 2015 è diventata ufficialmente un'astronauta assegnabile a future missioni spaziali.

        È partita per la sua prima missione il 14 marzo 2019 dal Cosmodromo di Bajkonur a bordo della Sojuz MS-12 con il comandante russo Aleksej Ovčinin e l'astronauta NASA Nick Hague per raggiungere la Stazione spaziale internazionale (ISS). Il 29 marzo 2019, appena 15 giorni dopo il suo arrivo sulla ISS, ha effettuato un'attività extraveicolare (EVA) con Hague per eseguire l'installazione di nuove batterie al litio in sostituzione delle più datate batterie a idrogeno-nichel e di alcune maniglie e altri supporti per aiutare gli spostamenti degli astronauti all'esterno della ISS durante le future EVA.

        In origine questa attività extraveicolare sarebbe dovuta diventare la prima EVA interamente femminile, ma non fu possibile a causa di problemi di adattamento alla tuta spaziale di Anne McClain. Nel corso della sua permanenza effettuò altre cinque EVA, due con Andrew Morgan e tre con Jessica Meir per sostituire le vecchie batterie al nichel-idrogeno con nuove batterie agli ioni di litio sul segmento P6 del Integrated Truss Structure (ITS). L'EVA del 18 ottobre 2019, la prima svolta con Jessica Meir, fu la prima attività extraveicolare svolta da due astronaute donne.

 

 

        Oltre alla manutenzione della ISS e allo svolgimento di circa 210 esperimenti scientifici, Christina Koch si è occupata delle operazioni di cattura e rilascio con il braccio robotico canadese Canadarm2 per le navicelle Cygnus NG-11, HTV-8 e Cygnus NG-12.

        Nel dicembre 2019 Koch era sulla ISS quando la navicella Starliner di Boeing per la missione di collaudo senza equipaggio Boe-OFT avrebbe dovuto raggiungere la ISS ma, a causa di un errore di temporizzazione del software di bordo, i motori si accesero nel momento sbagliato; la navicella entrò in un'orbita troppo bassa, consumando gran parte del propellente disponibile e impedendo la manovra di inserzione necessaria per il rendez-vous con la ISS.

        Il 28 dicembre 2019 ha superato il record di 289 giorni di permanenza continuativa nello spazio per una donna, precedentemente detenuto dall'astronauta Peggy Whitson. Il 6 febbraio 2020 tornò sulla Terra a bordo della Sojuz MS-13 con Aleksandr Skvorcov e Parmitano dopo 328 giorni continuativi nello spazio.

        Nel 2023 è stata selezionata come specialista di missione di Artemis 2, la prima missione con equipaggio del programma Artemis diretta verso la Luna, la cui partenza è avvenuta il 1° aprile 2026.

Christina Koch è felicemente sposata con Robert Koch. La coppia si è conosciuta a una festa di Halloween, mentre entrambi lavoravano nelle Samoa Americane, dove la loro comune passione per la scienza e l'esplorazione ha fatto nascere un legame immediato. Il loro matrimonio si fonda sul rispetto e sulla comprensione reciproci. Robert rappresenta per lei un punto di riferimento incrollabile durante i lunghi periodi di separazione. Vivono insieme nella zona di Galveston, in Texas, dove si prendono cura con amore di una casa storica di oltre 120 anni. Lei e suo marito hanno costruito una vita insieme che si adatta alla sua impegnativa carriera, senza avere figli. Questa scelta le ha permesso di concentrarsi completamente sulle sue missioni innovative, coltivando al contempo i legami che la tengono con i piedi per terra.

 

        Della sua missione ARTEMIS II vorrei però ricordare due momenti iconici che hanno molto poco di tecnico, ma molto di umano. Il primo è stato ampiamente commentato dai media: durante il volo, mentre stava aprendo una borsa di cibo, è stata immortalata mentre un barattolo di Nutella volteggiava dentro la cabina… ora voi mi direte, che c’è di strano? In realtà di cose strane ce ne sono parecchie, prima fra tutte il fatto che la NASA vieta assolutamente di fare qualunque tipo di pubblicità ai prodotti che vengono utilizzati durante il volo. Questo vale non solo per il cibo ma anche per i capi di abbigliamento, che vengono scelti dagli astronauti su cataloghi approvati dalla NASA e normalmente non contengono alcun logo che possa ricondurre al fornitore.

        Questo barattolo di Nutella invece nel video reso pubblico si avvicina fluttuando alla telecamera con l’etichetta molto ben visibile che non lascia dubbi sulla provenienza del contenuto. Ora, agli astronauti è naturalmente concesso di portare un piccolo quantitativo di alimenti a loro scelta (detto “bonus food”) e sicuramente questo barattolo, piuttosto grande per la verità, era stato scelto per la colazione. La cosa che ha lasciato perplessi tutti è che la NASA abbia permesso di visualizzare il prodotto e riconoscerlo in modo inequivocabile. Ovviamente è subito stato diramato un comunicato che informava non esserci alcun accordo commerciale fra la NASA e la Ferrero… però una pubblicità gratuita di questa portata non capita tutti i giorni…sicuramente Ferrero ringrazia.

 

 

        L’altro episodio che vorrei menzionare è un video che personalmente ho trovato molto emozionante: al suo rientro a casa si vede il suo cane che, dall’interno della casa, ha percepito il suo ritorno e che la accoglie con grandissimo affetto appena lei apre la porta. Conosco altre astronaute americane che hanno fatto la scelta di non avere figli per potersi dedicare completamente al lavoro. Fra di loro vorrei citare due nomi illustri (almeno per gli addetti ai lavori): Peggy Whitson e Sunita Williams. Entrambe, come Christina, hanno un marito che le supporta nelle difficoltà della loro carriera. E tutte e tre hanno cane, che le attende quando tornano a casa. Da amante dei cani (ne ho tre) trovo tutto ciò molto poetico… e molto umano.

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LILIANA RAVAGNOLO

 

BIONOTA 

Liliana Ravagnolo (laureata in Psicologia) inizialmente ha lavorato come responsabile della selezione del personale per Aeritalia Gruppo Sistemi Spaziali.

Dal 1998 ha intrapreso la carriera di istruttore tecnico per gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale

Ha poi ricoperto in ALTEC il ruolo di responsabile delle Operazioni di Missione e del Training ed è stata responsabile della definizione, sviluppo e certificazione del training per gli operatori di terra del Rover Operations Control Center (ROCC) la centrale operativa che da ALTEC seguirà la missione ExoMars 2028.

Si è occupata a lungo di eventi di Education ed Outreach. Dal gennaio 2025 ha smesso l’attività lavorativa e si dedica a diffondere la cultura spaziale presso le scuole e le organizzazioni che richiedono la sua presenza.


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